Cantine aperte 2017: il successo di Solopaca

Dai piatti del contadino alle visite in “bottaia”: quando il vino coniuga sapori e tradizione
di Marco De Rosa - 29 Maggio 2017

Domenica 28 maggio 2017 a Solopaca, in provincia di Benevento, ha avuto luogo uno degli eventi enoturistici più importanti d’Italia: “Cantine Aperte”.

Dal 1993, infatti, in occasione dell’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell'affinamento.

Ecco quanto avvenuto anche presso la “Cantina di Solopaca”: non solo il “Pieno di… vino”, ma anche tanto altro. Dalle ore 9.00 fino alle 18.00 c’è stata l’opportunità di effettuare una visita guidata alla cantina ed alla bottaia, per poi proseguire con l’aperitivo “La merenda del vignaiolo”, con i piatti tradizionali della famiglia contadina, coniugandoli con i vini dell’azienda presieduta da Carmine Coletta.

Durante la giornata è stato possibile acquistare i vini ed i prodotti tipici del territorio.

Come sottolineato anche da Rosario Lopa, Coordinatore della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e Agroalimentare e componente del Dipartimento Nazionale Territorio Turismo e Agroalimentare del MNS “i successi ottenuti dal settore vitivinicolo campano in ambito nazionale e internazionale chiariscono definitivamente l’importanza, in termini di forza competitiva e qualificazione, della perfetta integrazione tra produttori, trasformatori e distributori. Naturalmente, bisognerà investire con idee, risorse e progettualità sui settori più avanzati della nostra agricoltura, cosi facendo, infatti, che riusciremo ad innescare un meccanismo virtuoso di traino anche dei comparti meno valorizzati”.

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