Il museo della ceramica vietrese

Nel piccolo borgo di Raito si racconta la ceramica
di Giuseppe Scarica - 16 Luglio 2014

Non tutti conoscono il Museo dedicato a quest’arte, perché lavorare la ceramica è una vera e propria arte. Bisogna spostarsi di qualche kilometro dal centro di Vietri, verso la frazione Raito, un balcone sulla costiera amalfitana. Villa Guariglia è lo scrigno incantato che ospita il museo, appartenuta a Raffaele Guariglia, Ministro degli Esteri del Governo Badoglio è stata donata all’amministrazione provinciale di Salerno che l’ha destinata ad iniziative culturali.

Villa Guariglia è immersa in un parco con tipica vegetazione mediterranea, caratteristica è la sua conformazione a terrazzamenti, come del resto è peculiare di tutta la costiera. A far da sfondo il mare, i paesini arroccati sulle pareti dei Monti Lattari. Dalle terrazze si gode un suggestivo panorama: lo sguardo, partendo da Raito e Albori, può correre lungo la linea dell'orizzonte e arrivare fino a Salerno. E quando la giornata è limpida si vede fin giù, verso la costa più meridionale del braccio del golfo salernitano.

Il museo inaugurato nel 1992, era inizialmente ospitato nella Torretta della villa, successivamente nel 1999 è stato ampliato includendo nel suo percorso museale anche le cantine ed i garage dove venivano esposte collezioni private acquistate in seguito dalla Provincia di Salerno. Nel 2001 la collezione si è arricchita di una nuova sezione dedicata alle “riggiole”, per i non campani sarebbero le mattonelle utilizzate per i pavimenti o anche sui muri delle celebri abitazioni in stile vietrese.

Il Museo contiene l’intera raccolta prima ospitata dal Museo Archeologico Provinciale di Salerno e numerosi elementi della collezione Guariglia, nonché diverse donazioni di privati. 

La raccolta principale è distribuita nei tre piani della Torretta, sistemata in ordine sia temporale che tematico racconta dell’arte della ceramica dai suoi albori. Infatti si hanno notizie della lavorazione della ceramica già dal V secolo a.C. considerata già allora la principale attività economica della zona. Il grande exploit avviene però nel corso del ‘400 quando alcuni atielier della costiera presenti sul territorio iniziano l'esportanazione e fecero della ceramica un must per i fasti del tempo. Al piano terra sono conservati piatti, vasi e sculture relative all’ottocento. Decorazioni semplici per strumenti di uso quotidiano tra i quali spiccano gli ogliaruli, contenitore di olio, e le lampade per l’illuminazione.

Il ventesimo secolo, comporta un cambiamento sostanziale nell’arte della ceramica vietrese, un gruppo di ceramisti provenienti dalla Germania  affiancherà gli artisti “nostrani” quali Gambone, Procida e Carrano,  ponendo cosi' l’accento sulle decorazioni relative a scene di vita quotidiana della costa di Amalfi con disegni di asini, barche e pescatori. Inoltre la loro ricerca storica, li porta spesso ad inserire figure mitologiche provenienti dalle civiltà del passato, quali greci ed etruschi.

salerno Durata:
2 Ore
Martedì - Domenica dalle 9.00 alle 18.30.
Telefono: 089 211 835 Tipo: museo