Moio della Civitella, un viaggio attraverso storia e gastronomia

Produzioni tipiche ed eventi rinomati, una gita fuori porta nel salernitano
di Maddalena Marano - 01 Aprile 2016

Immerso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ai piedi dei monti Civitella, Vesalo e Tuzzi di Monte Piano, nell’alta valle del torrente Badolato sorge Moio della Civitella, in provincia di Salerno. Circondata da un rigoglioso castagneto, domina con lo sguardo tutta la vallata sottostante fino alla costa tirrenica. Sulle pendici della collina, ad una quota di 800 mt s.l.m. circa, troviamo un insediamento risalente al IV sec. a.C. che svolgeva le funzioni di avamposto difensivo della gloriosa città di Velia.

Di Moio come centro abitato si ha una prima notizia documentata nel 1052 quando apparteneva alla baronia di Novi ma il paese ebbe un notevole incremento demografico solo tra il 1552 ed il 1595. 

Il nome di questo paese derivò da quello antico del torrente (affluente del Badolato) che scorre a valle dell'abitato dove veniva effettuata la concia delle pelli e che nel 1186 costituiva il confine tra i beni della badia di Santa Maria di Grasso e quelli di Santa Maria di Pattano. E' probabile che il primitivo insediamento si sia formato attorno alle edicole di San Bartolomeo e di Santa Sofia, come sviluppo di gruppi rurali promossi su queste bene esposte colline ove laboriosi monaci avevano impiantato alcuni uliveti.

Sulle pendici della collina Civitella, come dicevamo, sono stati rinvenuti materiali di epoca greco-lucana e soprattutto dopo gli scavi del 1966 si ci è trovati di fronte ad un vero e proprio insediamento del IV secolo a.C., sostenuto e difeso da poderose mura che appaiono essere di terrazzamento, ma che certamente svolgevano funzione difensiva. L’area archeologica della “Civitella” esprime con l’impianto delle fortificazioni il suo elemento di maggiore interesse e suggestione ma il vero e proprio viaggio nella cultura rurale è rappresentato dal Museo della Civiltà Contadina con tutti gli attrezzi utilizzati in tempi passati dai contadini, nonché la ricostruzione di alcuni ambienti delle abitazioni contadine stesse. Il museo è diviso in sette sezioni: sezione vinicola, sezione olivicola, sezione tessile, sezione cerealicola, sezione delle antiche misure locali, sezione storico-religiosa e sezione domestica.

Altro fiore all'occhiello sono le produzioni tipiche e quindi le eccellenze  quali  l’olio extravergine d’oliva DOP, il Caciocavallo silano DOP ed il rinomato Vino DOC rosso ottenuto dalle uve provenienti dai seguenti vitigni, aglianico: 60-75%, piedirosso e/o primitivo: 15-20%.

Moio della Civitella una bella e ricca realtà che negli ultimi anni, ha acquisito maggior fama anche grazie ad un evento che richiama moltissimi visitatori, ovvero il "Mojoca", un festival di artisti, giocolieri e suonatori di strada che ogni anno agli inizi di agosto si esibiscono per le caratteristiche vie del capoluogo.

E se ci venisse voglia di una gita fuoriporta, d'obbligo per il pranzo fermarsi, per soddisfare un languorino, da Pasquale Ruggiero, locanda Le Cocole, il cui nome appunto "Cocole" è una dedica al soprannome di famiglia di Pasquale, di cui egli stesso ignora le origini, origini che però non sono state affatto abbandonate nella gastronomia offerta in questa locanda, il gusto delle cose semplici vi inebrierá, si perché qui tutto è essenziale, armonioso e caldo, i colori sono quelli del legno, stoviglie e tovagliati sono rigorosamente chiari, pronti a mettere in risalto la vera e sola cosa importante: il cibo. Gli unici tocchi di colore prendono vita alle pareti attraverso stampe bellissime che riportano ai vari Mojoca festival, ad accogliervi il sorriso travolgente di Eliana, moglie di Pasquale, che con il suo trasporto ti fa sentire subito a casa, in cucina poi, eh.. lì dentro c'è un mondo, Nellina, la madre di Pasquale, plasma tutti i miracoli culinari, dagli antipasti, alla pasta ai dolci in un tripudio di semplicità e sapori antichi, tradizione e qualità la parola d'ordine. Insomma, un gran bel viaggio nella tradizione culinaria cilentana, dove il tempo sembra essersi fermato.

salerno Durata:
3 Ore
Tipo: paese