Le grotte di Castelcivita, lo spettacolo del carsismo

Le cavità scavate dal fiume Calore sono meta di turisti ed appassionati.
di Giuseppe Scarica - 24 Giugno 2014
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Alle porte del Parco Nazionale del Cilento e  Vallo di Diano, sospese a metà strada tra la valle del Calore e le vette dei Monti Alburni  queste cavità prendono il nome dalla vicina cittadina di Castelcivita, in provincia di Salerno, ma non è inusuale che qualche indigeno ce ne parli appellandole come “Le grotte del Diavolo” o in quelle  “di Spartaco” facendo riferimento a leggende tramandate dal passato. Le grotte sono indubbiamente un antro di storie e racconti particolarmente rudi, basti pensare alla casuale scoperta avvenuta 1889 ad opera di due fratelli della vicina Controne, i quali, calatisi attraverso una piccola fessura, persero conoscenza a causa delle esalazioni gassose provenienti dalla grotta e probabilmente dallo sterco dei pipistrelli.

Solo nel 1925, con tutte le precauzioni del caso,  un gruppo di speleologici è riuscito ad esplorare per la prima volta un tratto delle grotte, da li poi una serie approfondita di studi e di visite ha consentito di ampliare le conoscenze fino a portare la zona esplorata fino al punto limite del Lago Terminale. Inoltre, in una delle tante esplorazioni, nel 1972, le Grotte di Castelcivita acquistano una notevole rilevanza paleontologica, grazie alla localizzazione di interessanti  depositi archeologici, proprio all'ingresso della cavità. L’analisi dei reperti recuperati si è potuta accertare una frequentazione umana del sito risalente a circa quarantamila anni fa. Allo stato attuale l’ingresso delle grotte  è costituito da un ampio piazzale situato a 94 incessante  metri sul livello del mare, poco distante scorre il fiume Calore, nel silenzio della campagna circostante se ne ode lo scorrere lento e: da lì un susseguirsi di gallerie, costellate di stalattiti e stalagmiti dalle forme più svariate e fantasiose, accolgono i turisti e li accompagnano, in un percorso della durata di circa 90 minuti, alla scoperta della magia e fantasia della natura.  Probabilmente proprio il fiume, nel tempo col suo scorrere   al di sotto del terreno ha scavato queste cavità carsiche di rara bellezza. Superato  l’ingresso delle  si accede ad una prima immensa caverna denominata “Bertarelli”, nella quale risalta una formazione calcarea che appare sospesa nell’aria e che, per la sua forma, è detta “Pagoda”. Qui termina il percorso cosiddetto turistico, caratterizzato da un percorso protetto e pianeggiante accessibile a tutti. Da qui in poi il percorso è riservato agli speleologi, la zona è meno accessibile e per nulla agevole, per visitarla anche gli speleologi devono necessariamente indossare le protezioni e soprattutto prenotare la visita per permettere una  valutazione del rischio in base alle condizioni  idrogeologiche della cavità . Proseguendo da questo punto si supera una zona che un tempo fu abitata da milioni di pipistrelli, dove si notano delle tonalità di roccia più scure perché corrosa da sostanze acide.

Da qui si giunge nel “Deserto”, detto così per la natura sabbiosa e per la forma pianeggiante. Continuando il viaggio nel tratto turistico del percorso, si giunge in una grande Sala intitolata al Principe di Piemonte, nella quale risalta una grande colonna con espansioni a disco, vero e proprio diario delle variazioni strutturali subite nel corso dei secoli dalle Grotte. Da qui si giunge al Lago Sifone e la Terrazza degli Anelli, adornata da colate calcistiche e formazioni stalagmitiche. La visita si conclude nella sala che ospita il Lago Terminale, immenso bacino idrico il cui livello è fortemente influenzato dagli eventi piovosi esterni. Non è escluso che le grotte considerate, per estensione, le più grandi del meridione, possano proseguire il loro percorso oltre il Lago Terminale ma ciò per adesso è stato solo ipotizzato per l’impossibilità  di superare il livello idrico del lago stesso.

salerno Durata:
2 Ore
Costo: biglietto interno €10,00 - Ridotto € 8,00
dal 1 aprile al 30 settembre dalle 10.00 alle 18.30, marzo e ottobre dalle 10.30 alle 15.00
Telefono: tel. 0828 772397