Cetara, dove vive il sogno romantico dei pescatori

Tradizione e gusto nel meraviglioso borgo della Costiera amalfitana
di Maria Cristina Napolitano - 24 Ottobre 2014
Cetara

I borghi marinari hanno un fascino senza tempo, raccontano al visitatore di attività lontane dal caos cittadino, permettono di interrompere il ritmo caotico delle giornate osservando le attività dei pescatori intenti a lavorare le reti, sistemare le barche o prepararsi alla pesca. In Campania esistono ancora molti borghi di questo genere, tra cui spicca in Costiera Amalfitana, il piccolo centro di Cetara, nella provincia di Salerno.

Ai piedi del monte Falerno, Cetara in antico apparteneva alla repubblica di Amalfi e costituiva il confine con il principato di Salerno. Ancora oggi è legata alle attività economiche tradizionali derivate dalla pesca.

Anche il toponimo si lega all’attività di pesca, oggi come in epoca medievale: Cetaria potrebbe infatti derivare da tonnara in latino o da cetari i pescatori o venditori di tonni. Del resto proprio il pesce, ed in particolare tonni ed alici, è il protagonista della cucina locale, basti pensare alla deliziosa Colatura di alici, condimento per primi piatti, pesce o verdure che arricchisce di gusto e corposità le pietanze.

La flotta per la pesca di tonni in alto mare è considerata una delle più importanti del Mediterraneo, un’attività che si tramanda di padre in figlio e che, in passato, ha praticamente coinvolto quasi tutto il paese, la cui economia, fino al secolo scorso, era praticamente incentrata sulle “tonnare”.

La pesca dei tonni si svolge con le lampare, piccole barche munite di una grossa lampada che viene montata su una barca, usata rigorosamente di notte per illuminare l’acqua. Questo sistema attira i pesci che vengono successivamente irretiti o catturati con la fiocina. Dalla lampada prende il nome anche l’imbarcazione.

Numerose sono le spiagge amate dai turisti in estate come la Spiaggia del Porto, di sabbia a ciottoli a cui si accede da un varco dietro al porto e dal parcheggio pubblico; la Spiaggia di Lannio, sabbiosa e immediatamente precedente l’abitato di Cetara. Il nome della spiaggia pare derivi dalle “lagnanze”, ovvero i lamenti dei monaci uccisi dai Saraceni durante le invasioni di epoca medievale.

Merita particolare attenzione il borgo con il Convento e l’annessa Chiesa di San Francesco che custodisce la Deposizione dalla Croce e la Trinità ad opera del cetarese Benincasa. Interessante dal punto di vista storico-artistico è la visita alla chiesa romanica dedicata a San Pietro Apostolo.

salerno Durata:
3 Ore
Tipo: città