Capaccio. La storia millenaria della Madonna del Granato

Da Federico II alla prima guerra mondiale, la storia di un culto antico a Capaccio
di Giovanni Vasso - 04 Aprile 2018

La furia dei saraceni, la rabbia di Federico II, gli incendi, la prima guerra mondiale, poi la seconda; nulla è servito, la Madonna del Granato, arroccata sul promontorio del monte Calpazio, guarda ancora dall’alto dell’antica Caputaquis tutta la Piana del Sele.

La lunghissima storia dell’antica basilica inizia alla metà del X secolo dopo Cristo. Gli abitanti di Paestum sono costretti a ripiegare sui monti che fanno da corona alla piana dove vivono da secoli. Le terre si stanno imputridendo, quelle fertili zolle si stanno trasformando in paludi e acquitrini. Dal mare, poi, la minaccia dei Saraceni che battono le coste del Tirreno alla ricerca di bottino e di schiavi cristiani da rivendere ai bazar. L’insediamento si sposta, perciò, nell’area interna e gli abitanti decidono di erigere una basilica alla Madre del Melograno.

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