Il Borgo Terravecchia: immerso tra uliveti e trappiti

La più piccola frazione di Giffoni Valle Piana, scrigno di antiche tradizioni e suggestivi scorci
di Clelia Esposito - 02 Settembre 2016
 Il Borgo Terravecchia: immerso tra uliveti e trappiti

Il comune di Giffoni Valle Piana, immerso nella Valle Picentina, custodisce l’incantevole Borgo di Terravecchia. Un complesso fortificato, che racchiude antiche tradizioni, arte cultura e storia.

Con poco più di cinquanta abitanti, il borgo rappresenta la frazione più piccola di Giffoni e rientrata oggi, dopo una serie di recuperi, tra i più belli d’Italia. A dominare dall’altro, la piccola frazione, il Castello di Terravecchia, le cui origini risalgono all’anno mille. Dopo la caduta dell’impero romano, Federico II, ordinò il restauro della rocca e ne fece la sua residenza.

Il villaggio è collegato al castello attraverso una piccola mulattiera, forse tale distanza voleva sottolineare la differenza tra il popolo e i grandi signori. Il Castello e le sue mura sono oggi oggetto di un’opera di ristrutturazione. Dalle mura del maniero, si gode di una magnifica vista della vallata e dei monti, ancora più suggestiva al calar del sole, quando la luce del giorno lascia spazio alle luci della città.

Posta, su di una collina, Terravecchia, è un susseguirsi di case e vicoletti racchiusi in un sistema difensivo. Gli edifici ristrutturati sono stati molteplici, ma la mano dell’uomo non ha cancellato i segni del medioevo. Muri di cinta merlati, torri e vicoli strettissimi, si incrociano ed alcuni scendono fino a Giffoni.

Uno dei più rinomati percorsi, per la gente del borgo, è il Sentiero della Stampella. Ma, non possiamo non menzionare, anche il sentiero tracciato dedicato a Giustino Fortunato. Meridionalista, scrittore ed escursionista, il cui percorso attraversa le colline salernitane e tocca anche l’antico Borgo di Terravecchia.

Le case di Terravecchia sono costruite tutte nello stesso modo, rispondono infatti alle esigenze abitative dell’epoca. Le famiglie, vivevano gran parte della giornata a valle per coltivare terre ed allevare animali, a sera si rifugiavano nel Borgo fortificato. Ed erano fortezze che disponevano di cantine, stalle e cisterne, delle vere case agricola.

Ma c’è un luogo che restituisce e ricorda in modo particolare, lo spirito contadino e medievale dell’antico borgo. Terravecchia ha un legame speciale con la lavorazione delle olive, la cui coltivazione ha inciso sull’economia del luogo e sulle tradizioni degli abitanti.

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Nel borgo esistevano tre Trappiti di differenti epoche, quello restaurato è il più antico. Il Trappito è sicuramente uno degli esempi più belli della cultura contadina. Risale al XVII secolo e deve la sua origine a monaci trappisti, che oltre a dedicarsi alla preghiera, amavano dedicarsi al lavoro agricolo ed alla produzione di olive e vino.  

Durante l’anno, si svolgono molti eventi, durante i quali è possibile visitare il Trappito. Rievocazioni storiche, spettacoli, concerti, il tutto abbinato naturalmente con la cucina locale, immancabili dolci e gelati preparati con la nocciola di Giffoni.

All’interno del borgo sono ubicate le due chiese di S.Leone e S.Egidio, entrambe risalenti al XI secolo, quest’ultima conserva affreschi del tardo trecento di grande bellezza. Un enorme intervento di ristrutturazione, nel 2000, ha interessato il lato est di Terravecchia, diversi sono stati gli edifici recuperati.

Di seguito le dimore storiche presenti al borgo: Federico II, D’Avalos, Normanno, Casa Angioina, S.Egidio, Piceno, Svevo, Aragonese.

Grazie all’Associazione Culturale Borgo di Terravecchia, che gestisce numerose iniziative, è possibile prenotare un soggiorno presso il suggestivo borgo, in una delle incantevoli dimore storiche. 

salerno Durata:
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