Aveva ragione Murat: a Castellabate “non si muore”

Una full immersion tra le bellezze di Castellabate tanto care a Gioacchino Murat fino a Punta Licosa
di Marco De Rosa - 10 Giugno 2014
Castellabate

Un itinerario per la scoperta delle bellezze di Castellabate e delle zone immediatamente vicine, perfetto per chi vuole scoprire tutto quello che può offrire uno dei paesi più caratteristici del Cilento, famoso non solo per la pellicola cinematografica “Benvenuti al Sud” ma anche per le tradizioni e per la storia che conserva questo posto incantevole. Si può percorrere tranquillamente in auto, concedendosi anche delle soste lungo l’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate, per approfittare dell’occasione di effettuare alcune passeggiate attraverso stradine e scorci immersi nella natura.

Dall’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscire a Battipaglia (uscita consigliata Eboli, soprattutto per chi viene da Sud), proseguire per la SS18 Tirrena Inferiore ed uscire ad Agropoli Sud, attraverso lo svincolo per la SS45 e seguire le indicazioni per Castellabate.

Lungo la strada che porta a Castellabate, tutto ciò che ci circonda è un paesaggio agreste, immerso nel verde di una fitta vegetazione. L’abitato sorge su Colle Sant’Angelo e conta ben cinque accessi, ma quello principale è dal Belvedere di San Costabile, chiamato anticamente “Vaglio”, una splendida terrazza con vista a picco sul mare: si potranno vedere scorci del Golfo di Salerno e, con un po’ di fortuna, anche Capri ed Ischia in lontananza.

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Il paese si sviluppa intorno alle mura del Castello dell’Abate, fondato nel 1123 dall’abate Costabile, patrono della città, la cui festa cade il 17 febbraio (evento preceduto dalla settimana della cultura e dalla fiera di San Costabile). Lungo il cammino – è consigliato parcheggiare la macchina all’ingresso delle mura – è possibile apprezzare gli scorci caratteristici del posto ed i suoi vicoli, in pietra viva e stretti passaggi al di sotto delle casette comunicanti, che portano alla piazzetta del borgo, ammirata anche da Gioacchino Murat, al quale è dedicata la targa presente al lato della piazzetta “Qui non si muore”. Arrivati al Castello, si può ammirare non solo lo stato di conservazione – è stato recentemente restaurato e reso fruibile dal pubblico ad un prezzo simbolico di 1€ – ma anche i sotterranei che, secondo alcune leggende antiche, servivano per raggiungere le frazioni marine per poter permettere la fuga in caso di invasione.

Usciti dal Castello, si può proseguire l’itinerario verso i due borghi a mare: San Marco e Santa Maria, quest’ultimo vero e proprio caratteristico borgo marinaro e luogo turistico d’eccellenza. Attraversando il lungomare di Santa Maria, si può arrivare fino in Via Landi, zona in cui sorge il Santuario di Santa Maria a Mare. Incastonato tra le abitazioni e praticamente sul mare, è stato edificato nel 1826 su una cappella preesistente del XII secolo.

Proseguendo l’itinerario, ci si può spostare nel porticciolo di Santa Maria o verso il borgo limitrofo di San Marco per noleggiare un’imbarcazione che può portarci verso l’isola di Punta Licosa, oppure, per gli amanti delle passeggiate naturalistiche, si può partire dal porto di San Marco, attraverso un percorso di circa un’ora e mezza con dislivelli di bassa entità e quindi molto praticabile. Per farlo basta seguire le indicazioni per Punta Licosa, con strade immerse nei boschi ed ombreggiata, in cui sono presenti alcune strutture per rinfreschi, fino all’arrivo sull’isola, caratterizzata da acque trasparenti. Sull’isola, punto nevralgico dell’Area Marina Protetta di Santa Maria, è collocato un faro e vi sono i resti di un muro perimetrale di una villa romana, a testimonianza dell’importanza strategica che il luogo rivestiva già in epoca classica. Alcuni saggi di scavo, inoltre, hanno portato alla luce reperti che confermerebbero la presenza dell’uomo in quest’area sin dall’età del bronzo.

Ultima tappa dell’itinerario è costituita da Ogliastro, raggiungibile in auto o moto percorrendo, da Santa Maria, la SS267 e seguendo le indicazioni per Ogliastro Marina, oppure a piedi per un’altra passeggiata attraverso Via Torretta, strada sterrata ed immersa nel verde che costeggia il mare, piena di piccole spiagge perfette per la balneazione. Si può proseguire lungo la strada fino all’arrivo su Lungomare De Gasperi di Ogliastro Marina, zona in cui sono presenti spiagge in cui ci sono alcuni stabilimenti balneari, adatti per chi vuole godersi il mare con qualche comfort.

salerno Durata:
2 Giorni
Costo: max 20 € Come arrivare a Castellabate anche in treno: linea Napoli – Paola (partenze con cadenza 45 minuti circa), ferma a Battipaglia, Capaccio/Roccadaspide, Paestum, Agropoli/Castellabbate.