Pomodoro Pelato: nasce il comitato per ottenere l’Igp

Un marchio di tutela per rilanciare un prodotto tipico della Campania
di Gennaro Carotenuto - 06 Agosto 2014
Pomodoro Pelato

Promuovere l’Igp (Indicazione Geografica Protetta) del Pomodoro Pelato: con questa finalità è stato istituito un comitato promosso dall’Anicav, l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali.

Una iniziativa che unisce circa 560 aziende di trasformazione che producono pomodoro pelato con insediamenti produttivi in Campania, Puglia, Basilicata, Molise ed Abruzzo e che presenterà una istanza di registrazione dell’Igp al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Un’attività che vede una forte presenza di esponenti della nostra regione: il Vice Presidente con delega alla valorizzazione del pomodoro pelato, Lino Cutolo, è stato nominato Coordinatore Provvisorio del Comitato e sarà affiancato da Pasquale D'Acunzi, Presidente del Consorzio di tutela del pomodoro San Marzano dell'Agro Nocerino-Sarnese Dop e da Francesco Saviano, componente della Giunta Anicav e già vice presidente dell'Associazione. “L'avvio del percorso teso al riconoscimento del marchio di tutela Igp per il pomodoro pelato - sottolinea Cutolo all’Ansa - potrà spingere verso una crescita dei consumi e una ripresa del mercato di questa produzione di pregio che sta di anno in anno perdendo quote”.

Numeri importanti quelli che caratterizzano l’economia del Centro-Sud Italia e legata alla produzione di pomodori pelati, basti pensare che nel 2013 nelle regioni del sud sono state prodotte più di 700 mila tonnellate di pomodori pelati, pari al 50% dei prodotti finiti ottenuti dalla trasformazione del pomodoro da industria. Più della metà della produzione di pomodoro pelato è destinata all'export.

I consumi interni sono in continuo calo; nel 2013 i pomodori pelati rappresentavano solo il 16,6% delle vendite di tutti i derivati, rivela l’Ansa. Si assiste nel mercato interno ad un progressivo allontanamento dei consumatori dal pelato, a favore della passata ritenuta più comoda e pratica. Se infatti fino agli anni '80 il pomodoro pelato rappresentava più del 50% del consumo dei derivati del pomodoro, a fronte di circa il 10% della passata, oggi queste quote risultano invertite: il pelato si posiziona solo al terzo posto nelle preferenze dei consumatori con il 17% mentre la passata supera il 50%, seguita dalla polpa con il 25% delle quote di mercato in volume (dati IRI 2013).

Il comitato nasce con l'obiettivo di rilanciare i consumi del pomodoro pelato intero e di valorizzarne e promuoverne le peculiarità, salvaguardando un prodotto che rappresenta da sempre il "Pomodoro conservato" e che rappresenta il grande gregario della cucina italiano nel mondo.

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