Vi raccontiamo la Festa del Pane di Trentinara

Affacciarsi dalla terrazza del Cilento sorseggiando vino e mangiando fusilli
di Redazione Ecampania.it - 20 Agosto 2015
Trentinara

Affacciarsi dalla terrazza del Cilento sorseggiando vino e mangiando fusilli mentre, tutt’intorno, nacchere e fisarmoniche riportano note che parevano perdute nel magnifico centro storico di Trentinara. A metà agosto, nel Cilento, c’è pletora di sagre, feste, celebrazioni che fanno zigzag tra storia, cultura e gastronomia, tradizione agricola e musica, partecipazione e spettacolo. A Trentinara c’è, in questi giorni e fino al 20 agosto, la “Festa del Pane”, dislocata tra i saliscendi storici delle casette antiche del centro storico del paese.

Parcheggiata l’auto poco fuori l’abitato, la navetta (mettetene un po’ di più la prossima volta, che siamo in tanti!) scarica turisti e avventori a pochi passi dal centro storico, là dove la festa comincia. La moneta corrente qui è la Spiga, il cambio è alla pari con l’euro e non teme oscillazioni. Superati (gustosamente) alcuni stand di prodotti tipici che spaziano in tutti i campi della cultura alimentare rurale cilentana, si arriva al bivio dei “forni”. Sono otto e si chiamano (in ordine “numerologico”) Premiata Forneria del Conte, La Mandra, L’Uorto, La Croce, La Giostra, Aroce, San Nicola e Forno Antico. I celiaci non devono farsi il sangue amaro: per loro è stato allestito un “forno” Gluten Free che offre lasagne, panini e dolci.

I forni propongono piatti semplici e gustosi, dall’antipasto al dolce. Si va dai (consigliati) fusilli al sugo di pomodoro fino all’acquasala (che da lontano ricorda la fresella), alle polpette di patate e allo sfriunzolo. C’è spazio, tanto e meritatissimo, per la gloriosa pizza cilentana. Anche lei, ovviamente, più che consigliata. Tutto innaffiato da abbondante vino locale, un po’ ‘nchiostro ma con una notarella frizzante, vagamente percettibile.  

La strategia migliore è la solita: arrivare in orario comodo, cambiare subito il denaro in Spighe (dieci euro a persona garantiscono una cena lauta e sostanziosa), e spizzicare tra i diversi forni per non perdersi nulla. Prendete i piatti che vi piacciono e condividete, come si fa al ristorante cinese. Non perdetevi il museo contadino, con le incisioni a rame dell’artista Antonello L’Abbate, dove potete assistere al confezionamento dei fusilli lunghi, con tanto di ferretto, quello che le nostre nonne usavano e che, detto tra noi, dovrebbe iniziare a riprendersi il suo ruolo, principe, in ogni cucina del Mezzogiorno.

Ah, il pane – a cui è dedicata la festa – ovviamente c’è. Accompagna tutte le pietanze. Non siate scornosi, fatevi la scarpetta ché ne vale la pena.

Ogni sera, poi, sul palco principale della manifestazione ci sono artisti e gruppi musicali. Ogni tanto qualche “paranza” parte e si fa il giro dei forni, coinvolgendo il pubblico nella sfrenesia della tarantella.

Arrivarci non è impossibile. Vero che Trentinara è la terrazza del Cilento e qualche bel curvone da superare c’è, però la strada è semplicissima: si lascia la Strada statale 18 per raggiungere Capaccio Capoluogo e da lì, dopo un pugno di chilometri, si arriva al paese. 

a cura di Giovanni Vasso

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