Moda mare Positano: tra storia e glamour

Shopping tour nei vicoli della perla della Costiera Amalfitana
di Marina Indulgenza - 25 Giugno 2016
Moda mare Positano: tra storia e glamour

L’estate è ormai arrivata e, se ancora non avere provveduto, è tempo di rinfrescare e rinnovare i vostri capi “stile balneare” oppure, se proprio non vi convincono più, approfittare di una giornata di relax e andare in costiera amalfitana, magari a Positano, dove godersi il sole e il mare e, perché no, fare un po’ di shopping nelle varie botteghe artigianali che potete incontrare nei vicoletti che conducono in spiaggia. Lì troverete abitini dai tessuti freschi e versatili, in sangallo o in pizzi e merletti, e poi sandali artigianali, borse, parei, costumi: un autentico trionfo della famosa “moda mare Positano”, che già faceva impazzire le nostre nonne negli anni ’50.

In realtà già nell’Ottocento Positano era famosa per la tessitura della tela di iuta, conosciuta anche come canovaccio o “pezza”, che veniva tinta in casa con colori brillanti. Nel 1847, infatti, il pittore inglese John Ruskin scriveva che le ragazze di Positano portavano “un fazzoletto obliquo sul petto di colore vivace, corsetto aperto, gonne corte e sandali ai piedi”.

Quando, dopo la Seconda Guerra Mondiale, questa cittadina della Costiera Amalfitana divenne una delle mete turistiche più ambite del jet set, alcune sarte del posto si inventarono nuove strade per l’attività tessile, dedicandosi prevalentemente alla creazione di bikini - che proprio in quegli anni facevano la prima comparsa sulle spiagge - realizzati all’uncinetto o con piccoli pezzi di stoffa arricchiti di applicazioni e decorazioni. Ben presto questo stile coinvolse altri capi di abbigliamento, come gli abiti, ampi e scollati, le gonne rifinite da strisce di merletto, le camicie da portare come copricostume. Rivolgendosi a un pubblico eterogeneo che mescolava tra loro intellettuali, alta borghesia e hippie, la moda doveva esprimere originalità ed eleganza nei tessuti e nei motivi, ma al tempo stesso essere fresca e informale.

Fino agli anni ‘60 le fantasie ebbero un’ispirazione prevalentemente hawaiana; con gli anni ‘70 la moda fu dettata dalle garze in tinta unita. Negli anni successivi si ritornò alla tela o al rasatello in fantasie policrome, anche perché i coloranti in polvere usati dagli artigiani furono proibiti per il loro elevato potere inquinante. Anche i pattern si sono modificati nel corso degli anni: oggi troviamo prevalentemente modelli con piante mediterranee, limoni, aranci, fiori in fantasie luminose che tendono ad esaltare l’abbronzatura.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che anche nella manifattura calzaturiera lo stile Positano acquisisce una carattere distintivo. Da quando lo scrittore Jonh Steinbeck (premio Nobel per la letteratura nel 1962) scrisse sulla famosa rivista statunitense di moda Harper’s Bazaar che “a Positano non si va semplicemente da un posto all’altro: o ci si arrampica su o si frana giù”, l’attenzione degli artigiani si concentrò sulla produzione di sandali bassi in cuoio, rigorosamente fatti a mano, e indossati da vere e proprie icone del glamour e della moda del calibro Jackie Onassis e Brigitte Bardot. Oggi è possibile trovare questi modelli, a “ragno” o a “fratino”, arricchiti da pietre o applicazioni gioiello.

A questo punto, siamo davvero pronti per lo shopping.

Maria Lampo
Via Pasitea, 12-16
Questo negozio è un vero e proprio simbolo di Positano. Nasce dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie ai coniugi Alfonso e Maria, specializzati nella creazione di pantaloni su misura. Poiché i tempi di realizzazione, una volta prese le misure, erano davvero brevi (si dice che bastavano in tutto un paio di ore), i turisti soprannominarono questa bottega “Maria Lampo”. Qui potete trovare abiti ampi e colorati, bikini e collezioni per uomo e bambino.

La Bottega di Brunella
Via Pasitea, 72
Questo negozio viene scelto dai turisti e appassionati di tutto il mondo per la cura e la passione con cui si realizzano i capi, prevalentemente in lino e garze di cotone leggere, tessute su telai artigianali dagli anni ‘60.

Antica Sartoria
Via del Brigantino 13 (spiaggia grande)
Propone ottimi capi realizzati in lino e in seta. Molto particolari e sofisticati i bikini decorati con turchesi e coralli.

Carmine Todisco
Via del Saracino
Propone calzature artigianali di raffinata manifattura, privi di colla e impreziositi con applicazioni speciali. I sandali amati da Jakie ‘O.