“I sogni sospesi” volano negli States

Grazie a un’azienda del vesuviano, il progetto di Manuela Tempesta parteciperà al Los Angeles CineFest
di Redazione Ecampania.it - 14 Gennaio 2019
“I sogni sospesi” volano negli States

I sogni sospesi” volano negli States per partecipare alle semifinali del “Los Angeles CineFest”, la rassegna cinematografica che si svolgerà a Los Angeles in California il prossimo 26 gennaio 2019.

Il cortometraggio, a cura di Manuela Tempesta, è incentrato sul tema della violenza di genere. Un progetto sponsorizzato da un’azienda di Trecase, la Dimaioflex, che ha sostenuto i costi del film e della sua produzione.

Sinossi. Marlène (interpretata da Melania Dalla Costa) è una bellissima e inquieta artista francese che esprime il suo talento creativo dipingendo, con il corpo nudo, una tela bianca appesa in un casolare. La ragazza è fuggita dal suo paese d’origine insieme a sua sorella Sophie (interpretata da Francesca Luce Cardinale), che cerca di starle sempre vicino e la sostiene giorno dopo giorno. Il loro passato è segnato da un terribile segreto, un evento accaduto tempo prima che le ha profondamente segnate, costringendole a scappare in Italia. Le due sorelle si nascondono in un mulino in mezzo alla campagna, mangiano ciò che trovano, si lavano nel fiume. Per il “trauma” subito - legato al “segreto” che celano le due sorelle - Marlène soffre anche di attacchi di panico.

Una mattina, i frammenti della memoria riemergono nella mente di Marlène. Mentre la giovane dipinge con il corpo la sua tela, la verità viene alla luce: Marlène è stata vittima di una brutale violenza fisica proprio dal suo più grande amore ed è riuscita a salvarsi solo grazie all’aiuto di Sophie, che ha colpito l’uomo alle spalle. Nonostante la fuga, però, Marlène ha iniziato a star male, il “buio l’ha raggiunta” e ha tentato il suicidio nelle acque di un fiume. Anche in questo caso, l’aiuto di Sophie e il suo supporto è stato fondamentale per “ricominciare a vivere”.

Eppure, il passato sembra non volerla lasciare in pace e torna a cercarla. Un’oscura presenza maschile, ovvero il marito di Marlène (interpretato da Giovanni Maria Buzzatti) inizia a pedinare le due sorelle fino a quando l’uomo entra nel mulino e aggredisce di nuovo Marlène, tentando di violentarla. Ma questa volta non la farà franca, questa volta  pagherà per tutto il male che ha fatto. Alla fine, nello stesso fiume in cui ha cercato di togliersi la vita, Marlène s’immerge nell’acqua per purificarsi e per ritrovare se stessa, la sua vita, perchè “tutto continuerà a scorrere, come l’acqua del fiume”.

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