Pompei. Riaprono il Tempio di Iside, la Casa dell’Ancora e la Fontana Grande

Importanti restauri, manutenzioni, nuovi allestimenti e interventi di decoro del verde
di Alessandra Randazzo - 20 Dicembre 2018

A partire da venerdì 21 dicembre 2018, nel Parco Archeologico di Pompei, saranno nuovamente fruibili il Tempio di Iside, la Casa dell’Ancora e la Casa della Fontana Grande a seguito di importanti lavori di restauro e manutenzione che hanno previsto nuovi allestimenti e interventi di decoro del verde.

Il Tempio di Iside, uno dei luoghi di culto più importanti della città antica, è stato, inoltre, oggetto di indagini archeologiche nell’ambito del progetto “Scavi e Ricerche”. Da uno dei saggi sono infatti emerse tracce di un sacrificio, con offerte vegetali e animali, che hanno permesso di acquisire importanti conoscenze sulla tipologia di riti che si svolgevano nel santuario.

All’epoca dei primi scavi borbonici l’edificio conservava quasi in perfetto stato di conservazione gli arredi e le decorazioni, contribuendo e veicolando nel mondo lo splendore della città vesuviana che man mano emergeva dai lapilli. Il culto di Iside cominciò a diffondersi nel bacino del Mediterraneo a partire dal III secolo a.C. ed era di tipo misterico, cioè riservato solo agli iniziati senza avere carattere pubblico.

Sin dalle origini ebbe molti seguaci, soprattutto nel ceto basso di Pompei, per il messaggio di speranza e di vita oltre la morte che offriva agli adepti. L’area santuariale si articolava con il tempio su un altare per i sacrifici, una fossa per lo scarico delle offerte e un piccolo edificio, il purgatorium, entro cui si poteva attingere l’acqua per le offerte che secondo la tradizione arrivava direttamente dal Nilo.

Alle spalle del tempio vi era un’ampia sala era dedicata alle riunioni degli iniziati, mentre in una piccola stanza erano visibili pitture che narravano il mito della dea. Iside recuperò le membra dello sposo Osiride, sparse dopo la sua uccisione dal fratello Seth. La dea, maga e sposa, le ricompose una per una e diede nuovamente vita al corpo dell’amato grazie alle sue arti. Tutti gli arredi e le statue del santuario sono oggi esposti in sale apposite all’interno del Museo Archeologico di Napoli dedicate all’Iseo pompeiano.

Nella Casa dell’Ancora, così chiamata per il mosaico raffigurato all’ingresso, il giardino del piano inferiore è stato risistemato grazie a un intervento di manutenzione del verde, secondo un progetto mirato, non impattante e con un criterio filologico nell’impianto di essenze. La domus presenta una planimetria assai originale nel panorama pompeiano. La parte posteriore è organizzata su due livelli posti a quote differenti con ampia terrazza su cui affacciavano ambienti riccamente decorati da mosaici. Nel 2015, nell’ambito del Grande Progetto Pompei, l’abitazione è stata oggetto di lavori di restauro degli apparati decorativi.

Anche nella Casa della Fontana Grande, dopo gli interventi di restauro in linea con il progetto di musealizzazione diffusa nel sito, si è riproposta la ricollocazione della copia della statuetta di puttino con delfino. L’impianto originario della casa risale alla prima metà del II secolo a.C. ma la fontana fu addossata al muro di fondo solo nel I secolo d.C. Collocata ad abside e rivestita con mosaici e conchiglie, la fontana è ornata da due maschere teatrali in marmo. Il putto con delfino fu posizionato sulla base al centro della fontana fra l'Ottocento e il Novecento, dopo la sua scoperta nel 1880 nel giardino della casa con archi.

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