L’Edenlandia, il parco giochi di Napoli riapre le sue porte

Tra nostalgia vintage e tante novità, ritornano le giostre per i bambini di tutte le età
di Gennaro Carotenuto - 25 Luglio 2018
L’Edenlandia, il parco giochi di Napoli riapre le sue porte

L’inconfondibile ingresso con gli archi, il trenino, tirato a lucido, che sembra essersi appena fermato dopo l’ennesimo giro “intorno al mondo” e, poi, l’irresistibile aroma delle “graffe” calde nell’aria.

Tutto, a Edenlandia, sembra essersi fermato a quarant’anni fa, se non fosse per quel guizzo di contemporaneità nel corner in cui, dove si ritirava la stampa di un’istantanea stile far west - con tanto di scritta "wanted" - oggi c’è uno specchio per fare i selfie.

Il parco giochi di Napoli riapre le porte, e lo fa non senza portarsi dietro i segni delle ammaccature del tempo.

Alcune attrazioni, infatti, sono ancora chiuse, altre riapriranno presto e, nel frattempo, aggirandosi tra i viali, si cerca di essere positivi e guardare il bicchiere mezzo pieno.

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Quando il treno “Napoli” parte per il suo primo giro con a bordo il sindaco de Magistris, le autorità, i giornalisti e qualche curioso, la sensazione è quella di fare un viaggio indietro nel tempo, quando Edenlandia, per i bambini di Napoli, della provincia e di tutta la Campania – nati prevalentemente tra gli anni ’70 e ’80 – era un luogo davvero pieno di magia.

La giostra con i cavalli, quella con gli elefantini Dumbo, le autoscontro, i banchi per il tiro a segno con le lattine ammaccate, la casa stregata, il serpentone e il circuito delle kart: attrazioni, all’epoca, uniche e irripetibili.

Seduto sul sedile di quel treno, per un attimo ho visto riflessa la mia immagine di bambino sorridente, pronto a vivere l’avventura. Lungo il percorso, tutto è rimasto immutato: gli orsi polari e i pinguini, la musichetta sudamericana e i “pupazzi” del circo, e poi l’elefante che spruzza acqua e il galeone dei pirati.

Le "graffe", preparate per l’occasione, riportano alla luce un altro must di questo luogo, un sapore particolare che, nei miei ricordi d’infanzia, si accostava a quello dello zucchero filato e alle interminabili file per comprare i gettoni.

La Vecchia America, così come la Casa dei Fantasmi sono ancora chiuse: davanti alla loro imponente scenografia c’è un promettente “next opening”. Ci piacerebbe tanto che, al calar del sole, si accendessero le luci e la magia dell’Edenlandia facesse riaprire, di colpo, queste attrazioni, tra le grida festose di chi si lascia andare alla velocità delle montagne russe – che la nuova proprietà assicura ritorneranno a breve – e che, per una volta, la mia mano da bambino possa toccare per primo quel pallone per aggiudicarsi un giro gratis sul serpentone.

Il biglietto di ingresso, per il momento costerà 2 euro. Il 10% del costo sarà devoluto all’Ospedale Santobono-Pausillipon, mentre il 5% andrà all’Unicef. Un altro valido motivo per andare sulle giostre.

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