#assafà, il primo festival di street art sociale a Napoli

Parte il progetto annuale di riqualificazione artistica e rigenerazione sociale cura di INWARD
di Gennaro Carotenuto - 20 Novembre 2018

#assafà - A Social Street Art Festival Affair è il primo festival di street art sociale che si terrà a Napoli, a cura di INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana e con l’organizzazione dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli.

Un programma annuale di creatività urbana che si svolgerà tra le due giornate Internazionali per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che si celebrano il 20 novembre.

Assafà è anche un’esortazione, un invito a riuscirci, un modo “per avviare un percorso con e per i ragazzi di Napoli”.

Saranno loro, infatti, gli autentici protagonisti che, di volta in volta, indicheranno le azioni da intraprendere per meglio rappresentare quei 26 valori che gli organizzatori del progetto intendono condividere con le comunità locali.

Ventisei come gli anni di INWARD, come i laboratori di educazione territoriale che si terranno a Napoli, come i valori sociali per una nuova città che genereranno altrettante opere di street art attraverso la partecipazione attiva di 1700, tra bambini e ragazzi, di Napoli e 220 educatori e operatori sociali.

Un progetto lungo un anno che coinvolgerà anche 10 dei migliori rapper della città che canteranno quei valori che saranno contenuti in un video clip.

Riqualificazione artistica da una parte e rigenerazione sociale dall’altra: questi sono i due binari lungo i quali correrà questo progetto.

Un’azione sinergica, che parte dal basso, attraverso i  laboratori che saranno attivati in tutti i quartieri di Napoli e che ispireranno le opere che i 26 street artisti italiani realizzeranno.

“Avviare un percorso non scontato, dove i ragazzi devo essere sostenuti e spronati. Questo è un modo per dire che vogliamo prenderci cura di loro, affiancando i nostri ragazzi, ma essendo pronti anche a fare un passo indietro per renderli ancora di più protagonisti. Non imponiamo un codice comunicativo, anzi cerchiamo di decodificare il loro” - ha spiegato Roberta Gaeta, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, illustrando il progetto nel corso dell’incontro tenutosi nella sala giunta di Palazzo San Giacomo, sede del comune di Napoli.

“Un lavoro che sarà fatto ‘dall’esercito silenzioso degli educatori’ che molte volte vedono riconosciuto il loro lavoro più a livello nazionale che in città. - afferma Renato uno degli educatori impegnato nel festival - Un’attività che attraverso la street art punta a vivere la strada in modo positivo. Non solo rendere bello qualche posto, ma farlo in funzione del valore dell’educazione”.

“Ventisei è un numero che ritroveremo spesso nel corso di questo festival - ha dichiarato Luca Borriello di Inward - che sarà tutto partecipato e condiviso. I ragazzi saranno da stimolo all’artista, oggi non esistono ne bozzetti ne progetti delle opere. Gli artisti saranno stimolati da quello che i ragazzi faranno con gli educatori e gli operatori. Non vogliamo solo raffigurare i valori, ma anche cantarli, da qui la volontà di coinvolgere 10 rapper napoletani che li metteranno in rima”.

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