Alberto Angela cittadino onorario di Pompei

La cerimonia si è tenuta in Piazza Bartolo Longo tra l’entusiasmo delle scolaresche
di Gennaro Carotenuto - 17 Ottobre 2018
Alberto Angela cittadino onorario di Pompei

Una giornata di ottobre, ma calda tanto che si fa fatica a pensare di essere in autunno. Un piccolo palco allestito in Piazza Bartolo Longo proprio davanti al monumento che ricorda i 90 anni della città di Pompei, sullo sfondo il Santuario.

C’è il Sindaco Pietro Amitrano, che ha avuto la tenacia di crederci fino alla fine facendo approvare il provvedimento in consiglio comunale lo scorso 8 ottobre, il presidente del consiglio comunale Franco Gallo, che declama il suo bel discorso pieno di frasi ad effetto, il professor Antonio De Simone, da sempre l’autentico “faro” di Alberto Angela sugli Scavi di Pompei, il generale Mauro Cipolletta, in rappresentanza del Grande Progetto Pompei, assente la direzione del Parco Archeologico, ci sono le autorità militari e civili, gli studenti, i giornalisti, la mega torta del peso di 50 chilogrammi preparata per l’occasione da Salvatore Gabbiano, e poi c’è il neo cittadino onorario di Pompei: Alberto Angela.

Quando sale sul palco, dopo aver percorso un “yellow carpet”, per ricevere la pergamena con tanto di motivazione che lo proclama cittadino di Pompei mancano pochi minuti allo scoccare del mezzodì. 

Non mancano le coincidenze in questa mattinata pompeiana autunnale ma molto molto calda, tanto che qualcuno si chiede sorridendo “e se fosse stato un autunno particolarmente caldo anche quello del 79 d.C.?”.

Il riferimento è diretto all’annuncio dell’iscrizione in carboncino rinvenuta su una parete della casa del Giardino all’interno degli Scavi di Pompei datata al “sedicesimo giorno prima delle calende di novembre” corrispondente proprio a quel 17 ottobre, altra coincidenza lo stesso “giorno nel quale divento cittadino di Pompei” – spiega lo stesso Alberto Angela che ricorda anche il padre Piero che ha di recente compiuto 90 anni, gli stessi della città di Pompei moderna.

Angela ripercorre il suo rapporto con l’area archeologica, il suo primo servizio su Pompei, il legame che si è instaurato con la città antica e moderna nel corso di questi anni, ricorda anche l’ultima trasmissione “Stanotte a Pompei” che per sua stessa ammissione è stata “davvero magnifica perché abbiamo rappresentato il volto notturno della città antica che ha generato tanta cultura, ma come in questo caso una tragedia che ha dato tanta vita”.

Risponde con cortesia e visibilmente divertito alle domande degli alunni, prima di affondare il coltello nella mega torta preparata per l’occasione che suggella il momento finale di, per sua stessa ammissione, “bellissima mattinata”.

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