Addio a Luciano De Crescenzo, un “uomo d’amore”

Ingegnere e filosofo, ha sempre descritto la sua amata Napoli con autenticità e umorismo
di Marina Indulgenza - 18 Luglio 2019

Luciano De Crescenzo è morto oggi a Roma, all'età di 91 anni.

Ingegnere dell’IBM fino agli anni settanta, inizia a dedicarsi alla scrittura esordendo nel 1977 con “Così parlò Bellavista”, pubblicato da Mondadori e destinato a diventare un best seller che diventerà, nel 1984, un film diretto e interpretato dallo stesso De Crescenzo, che vincerà il Premio di Donatello come migliore regista esordiente.

Eccezionale divulgatore, sapeva argomentare di questioni filosofiche, storiche e mitologiche e renderle accessibili a tutti.

Autore di numerosi saggi – come “Storia della filosofia greca”, “Socrate e compagnia bella”, “Ulisse era un fico” – ha pubblicato in tutto più di cinquanta libri, tradotti in 21 lingue, per un totale di 18 milioni di copie vendute nel mondo.

Noi di èCampania lo avevamo incontrato nel 2015 in occasione della presentazione di “Ti porterà fortuna. Guida insolita di Napoli”, che lo scrittore aveva presentato al Nilo Musuem Shop, nel cuore della sua Napoli (qui il video dell’evento).

In quell’occasione aveva detto: “Che cos’è la felicità. Il contrario dell’infelicità. Se oggi non siete infelici, allora siete semplicemente felici. Io lo sono perché sono oggi con mia figlia e perché sono a Napoli, la città più bella del mondo”.

E proprio oggi questa città piange uno dei suoi figli più cari, uno di quegli "uomini d’amore" che l’ha amata e celebrata, dedicandole una vita intera.

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