Un passaggio nella storia, il Museo Diocesano di Castellammare di Stabia

Cosa accadde a Stabia dopo l’eruzione del Vesuvio, il racconto nelle sale del MUDISS
di Maria Cristina Napolitano - 10 Settembre 2015
MUDISS Castellammare

A pochi passi dalla Cattedrale, dalla bellissima Cassa armonica e dalla villa comunale, da altre chiese di estremo interesse storico-artistico, un piccolo scrigno di tesori svela ai turisti ed appassionati il suo prezioso contenuto fatto di storia e memorie: il Museo Diocesano Sorrentino Stabiese di Castellammare di Stabia.
Sito in piazza Giovanni XXIII di fronte al Palazzo Farnese, oggi sede del Comune, è aperto gratuitamente al pubblico il museo che ospita una parte dei reperti rinvenuti durante i lavori di ampliamento della Cattedrale tra il 1875-1879. Tali scavi casuali permisero di individuare la necropoli di epoca romana con continuità di vita nel periodo tardo-antico e paleocristiano, che correva lungo la via Nuceria-Stabias-Surrentum, e che ha restituito numerosi reperti di particolare importanza storica e che raccontano di un periodo di particolare interesse per la zona essendo immediatamente successivo al momento della catastrofica eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

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Capitelli, lucerne, lastre sepolcrali, una colonna integra sono solo alcuni dei reperti visibili all’interno del Museo Diocesano Sorrentino Stabiese in cui non solo il contenuto è degno di nota ma anche il contenitore, la Chiesa dell’Oratorio luogo particolarmente suggestivo che racconta di lontane presenza benedettine e francescane. 
Di particolare interesse tra i reperti esposti la lastra tombale di Caio Longinio Prisco trierarca di Miseno, riutilizzata dall’altra faccia come sepolcro cristiano, il sarcofago del Principalis di Miseno risalente al III secolo dopo Cristo con sculture di Apollo, Minerva e le Muse. Ancora, l’iscrizione con dedica a Cornelia Ferocia del Sarcofago del Buon Pastore, lapidi cristiane e l’interessantissima colonna miliaria posta dall’imperatore Adriano nel 121 d.C. per segnare l’undicesimo miglio da Nuceria Alfaterna.

Tutti questi rinvenimenti sono la prova della presenza dell’antica strada su cui era la necropoli prima dell’eruzione del 79 d.C., attestando inoltre la presenza di un insediamento nella zona occidentale della città con botteghe, officine e attività portuali tra l’età di Augusto e il III secolo d.C. e attestando la presenza dell’Area Christianorum tra il IV e il V secolo dopo Cristo. Da ciò si è dunque compreso che la vita era ripresa poco dopo la terribile catastrofe che rase al suolo i paesi vesuviani, nella zona fondamentale per i collegamenti nel territorio attraverso la risistemazione della via Nuceria-Stabias-Surrentum voluta dall’imperatore Adriano

 

napoli Durata:
45 Minuti
Costo: Gratuito
Lunedì 9:00-13:00, mercoledì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00, sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.
Telefono: Responsabile dell'Accoglienza: Dott. Arch. Gerarda Cimmino 3494575376, Direttore: Dott. Ing. Egidio Di Lorenzo egidio.dilorenzo@libero.it Tipo: museo archeologico diocesano Sito ufficiale