Tra tufo e lava, il viaggio nella Torre del Greco sotterranea

Nel centro storico le numerose tracce lasciate dalle eruzioni del Vesuvio
di Maria Cristina Napolitano - 16 Marzo 2015
Cavità di lava Torre del Greco

Una città al di sopra della città: le cavità di lava del centro storico di Torre del Greco sono frutto delle eruzioni del Vesuvio che si sono susseguite a partire dal 1631. Fu il Beato Vincenzo Romano che ricostruì la Basilica di Santa Croce, rasa al suolo dall’eruzione del 1794, con i materiali da costruzione recuperati per mezzo degli scavi svolti al di sotto dello strato di lava ormai pietrificato. Lo stesso campanile della Basilica è circondato dai resti lavici dell’eruzione e tuttora sono visibili sul fianco lungo la strada.

Ai percorsi si accede dal fianco della Basilica di Santa Croce, si scende nei cunicoli dove è possibile vedere gli strati di deposizione del materiale eruttivo. Questi luoghi, come anche gli altri percorsi sotterranei a cui si accede dal centro storico torrese attraverso proprietà private, vennero riutilizzati durante la seconda guerra mondiale come ricoveri durante i bombardamenti. I cunicoli, ben noti ai cittadini, vennero ispezionati tra gli anni ’70 e ’80 e poi negli ultimi anni resi fruibili al pubblico che può scendere nelle cavità alla scoperta del sottosuolo in completa sicurezza.

È possibile vedere un vano con i pozzi da cui gli operai cavavano il materiale da costruzione e di fianco la vasca per la lavorazione della pozzolana che successivamente veniva portata in superficie.

Si calpesta lo strato eruttivo del 1631 mentre il soffitto è composto dalla lava del 1794, uno straordinario percorso speleologico nelle viscere della terra. È possibile vedere resti di strutture coinvolte nella distruzione dell’eruzione, forse case abitate. Vi sono anche resti ossei di due persone forse morte per asfissia durante la seconda guerra mondiale dopo essersi nascoste in quei cunicoli durante i bombardamenti.

Le cavità sono state riaperte nel 2000 per opera del Dott. Enrico Di Maio del Gruppo Archeologico Torrese “G. Novi”,  che ha iniziato la bonifica e la pulizia delle cavità nonché la costruzione dell’impianto elettrico.

Un altro accesso è dalla sagrestia della Chiesa dell’Assunta in cui nel 1794 la lava è entrata nella chiesa riempiendola per circa 4-5 metri ma fermandosi poco prima dell’altare. Su questo fatto miracoloso sono nate molte leggende. Al di sopra del nucleo ormai distrutto è stata poi ricostruita la chiesa che ancora oggi è visibile in Piazza Santa Croce. Anche queste gallerie sono state scavate per recuperare il materiale da costruzione seppellito.