La Reggia di Quisisana e il clima salubre che guariva i re

La storia del Palazzo Reale di Castellammare di Stabia, dalla nascita alle ultime trasformazioni
di Clelia Esposito - 16 Maggio 2016
La Reggia di Quisisana e il clima salubre che guariva i re

Sorge nella zona collinare di Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, un'affascinante e antico palazzo reale: la Reggia di Quisisana.

La dimora storica, situata nella frazione di Quisisana, da cui prende il nome, è antecedente al 1280. La struttura ha avuto nel corso degli anni svariate funzioni e molti sono stati i visitatori che vi hanno soggiornato. Tra i più illustri, Giovanni Boccaccio, che scelse di esaltare la bellezza della Reggia, ambientando alcune delle novelle del suo Decamerone, proprio nella zona collinare stabiese. Il clima salubre e la spettacolare vista sul Golfo di Napoli, sono stati la fortuna del Palazzo Reale. Non si hanno molte notizie sull'origine della splendida dimora ed anche per quanto riguarda il nome, due sono le ipotesi che la riguardano. Alcuni sostengono che Quisisana derivi da "casa sana" in latino "Domus casa sana", un appellativo riconosciutogli dagli angioini. Altri invece raccontano che il nome gli fu attribuito da Carlo II d'Angiò, che la chiamò "Qui si sana" in nome di una guarigione ottenuta grazie al clima collinare, benefico anche per il re Ladislao e Giovanna II che scamparono alla peste rifugiandosi al palazzo di Stabia. L'affascinante dimora fu la residenza estiva di parecchi regnanti. Il periodo angioino ci riporta alle prime presenze di vita all'interno della Reggia.

Il Palazzo Reale prese vita con Carlo e Roberto d'Angiò che ampliarono e modificarono la struttura. Fu creato un edificio incentrato su due corpi ortogonali, il primo rivolto verso il mare e l'altro sul viale d'ingresso; era dotata di tre piani destinati uno alla servitù, uno al riposo e l'altro alle attività di rappresentanza. Successivamente con il Regno Aragonese e Vicereale, la struttura non subì grandi abbellimenti. Nel 1541, Castellammare di Stabia divenne feudo Farnese, ma la struttura cadde poco dopo in rovina. Successivamente con i Borbone, il palazzo conobbe il suo maggior periodo di splendore, assumendo l'aspetto che ancora oggi è possibile ammirare. Nel 1759 Ferdinando IV, cominciò un nuovo restauro che continuò con Ferdinando II e in definitiva si concluse nel 1790. La Reggia, con i sui 49000 metri quadrati fu disposta su due livelli, aveva circa cento stanze, due terrazze e una cappella. Il giardino venne arricchito di quattro fontane, chiamate Fontane del Re, ancora oggi presenti, ma in un totale stato di abbandono, sedili in marmo, statue e belvedere. Nelle vicinanze della struttura erano presenti una casa colonica, una chiesa, una masseria, una torre, una cereria, diverse scuderie e gli alloggi per il personale.

La Reggia di Quisisana, dopo il regno borbonico, venne poi saccheggiata dai briganti.

La struttura attuale della Reggia è sviluppata in tre blocchi che uniti tra loro formano una "L". Il primo, su due piani, è quello che da l'accesso alla reggia ed è caratterizzato da un pian terreno ed un primo superiore dove era ubicata la zona nobile che si affaccia sul parco con un'ampia terrazza. Il secondo blocco, che regala un magnifico paesaggio, sempre su due piani, è caratterizzato da finestre ornate con elementi classici. L'ultimo corpo invece, retrocede verso la collina accompagnato da un porticato. Il giardino che circonda la struttura è di circa 20.000 metri quadrati ed il parco che sorge intorno ad essa si estende dalla zona che va dal rivo San Pietro al rivo della Monache sull'asse est-ovest e dal monte Faito alla statale Sorrentina sull'asse nord-sud. Nelle varie epoche storiche, la Reggia di Quisisana ha cambiato spesso destinazione d’uso fino all’abbandono e al conseguente restauro.

La struttura nel 1909-1910, ospitò il collegio della Annunziatella di Napoli e nel 1920 il collegio militare di Roma. Il monumento fu utilizzato anche come ospedale militare tra le due guerre mondiali e nell’estate del 1934 l’occupò la Colonia del Partito Nazionale Fascista. Dal 1930 fu affittato a privati e divenne prima l’Hotel Margherita e poi ancora l’Albergo Reale di Quisisana. In seguito ad un ulteriore fallimento della società alberghiera, a partire dagli anni Sessanta, il complesso della reggia venne abbandonato all’incuria. Dopo decenni di totale degrado ed abbandono, nel 2002 ebbero inizio gli ultimi lavori di restauro, terminati nel 2009. Le sale della Reggia oggi ospitano mostre, manifestazioni e convegni. La Reggia di Quisisana seppur maltratta e deturpata negli anni, conserva ancora oggi il fascino della vita reale e rappresenta una sede culturale e storica importante per la città di Castellammare. Di recente, il ministro per i beni culturali Dario Franceschini, ha dichiarato di voler far sorgere una Scuola del Patrimonio d’Arte, proprio nel palazzo borbonico stabiese.

napoli Durata:
90 Minuti
Costo: Gratuito Tipo: palazzo reala