Verso Expo 2015: il Provolone del Monaco

Intervista al presidente Giosuè De Simone: “Appuntamento essenziale per la sua valorizzazione mondiale”
di Marco De Rosa - 12 Gennaio 2015
Verso Expo 2015: il Provolone del Monaco

Dalla forma di melone leggermente allungato, oppure come una pera senza testina, ma dal peso decisamente più ingombrante, arrivando fino ad 8 Kg: ecco uno dei prodotti simbolo della Campania, il Provolone del Monaco.

Una crosta liscia, sottile e di colore variabile, dal paglierino tenue al marrone, con pasta compatta, morbida, di colore bianco crema, dal sapore dolce, semipiccante o piccante, a seconda della stagionatura. Il suo aroma è davvero particolare, conferito dalle essenze delle varie erbe locali che rappresentano una buona parte dell'alimentazione delle bovine al pascolo libero sul Monte Comune, a Moiano di Vico Equense, in provincia di Napoli.

Originario della Penisola Sorrentina, il Provolone del Monaco Dop è citato in pubblicazioni meridionali vecchissime, in atti legali e in documentazioni varie risalenti a quattro secoli or sono. Molti sostengono che il suo nome derivi dal fatto che esso veniva prodotto in un convento da qualche “monaco casaro… altri, invece, che i casari che sbarcavano all'alba nel porto di Napoli, con il loro carico di provoloni provenienti dalle varie località della penisola sorrentina, per proteggersi dal freddo e dall'umidità, erano soliti coprirsi con un mantello di tela di sacco, che era simile al saio indossato dai monaci.

Un prodotto, questo, che potrebbe far parte dell’elenco di prodotti che verranno esposti all’Expo 2015. A Tal proposito, ecco le parole del presidente del Consorzio Tutela Provolone del Monaco Giosuè De Simone: “Per l’Expo ci stiamo muovendo e valutando la situazione, perché riteniamo sia molto importante essere presenti in questo tipo di iniziative. Abbiamo, assieme agli altri consiglieri del direttivo, una riunione per studiare una strategia comune per aderire alla rassegna, con l’unica remora costituita dal fatto che la produzione potrebbe non essere sufficiente a sopportare un evento di tale calibro. D’altra parte, noi abbiamo la necessità di far conoscere il prodotto a livello mondiale, nonostante sia già abbastanza rinomato, ma abbiamo anche bisogno che la produzione soddisfi la domanda”.

A fronte della sempre più frequente e numerosa richiesta del prodotto e, per giunta, nonostante il periodo di crisi generale che attraversa l’Italia e l’Europa, lo stesso consorzio per la Tutela del Provolone del Monaco “ha fatto incrementare la produzione – conclude De Simone -, sperando di invogliare altri imprenditori caseari ad attivare altri caseifici per poter far crescere ulteriormente la produzione di latticini”.