Presidi Slow Food. Il Pisello Centogiorni del Vesuvio: al via una rivoluzione culturale

Duecento grammi di semi e 20 produttori: ecco come si vince una sfida
di Gennaro Carotenuto - 07 Marzo 2019

Parla di “rivoluzione culturale” il sindaco di Trecase, Raffaele De Luca, intervenendo alla presentazione della Comunità Agricola del Pisello Centogiorni, presidio Slow Food, nato grazie a una "visione", mai come oggi reale e concreta, dei referenti vesuviani dell’associazione che si batte per la difesa dell’ambiente.

Un presidio Slow Food che testimonia, ancora una volta, la ricchezza del territorio vesuviano che, per chi ci vive, troppo spesso è sinonimo “di normalità” ma che in realtà “è una straordinaria eccezionalità”, come ha sottolineato nel corso del suo intervento Fofò Ferriere, ambasciatore oste del Pisello Centogiorni del Vesuvio. 

Una tavola, quella della “scampagnata vesuviana” che si arricchisce quindi di un nuovo alimento: il presidio, nato ufficialmente il 12 ottobre 2018, segna  – utilizzando le parole Marina Alaimo, grafic designer per FaMa e autrice del logo ufficiale  – “un momento di cambiamento forte per l’agricoltura vesuviana” che sembra vivere una nuova primavera. 

Un momento di festa e di confronto che ha visto la partecipazione oltre che di una nutrita rappresentanza dei produttori anche di Mario Sicignano, presidente del Consorzio Proodos, che nel suo intervento ha sottolineato “l’importanza della sinergia e della voglia di fare rete che ha contraddistinto gli attori protagonisti di questa bella esperienza”.

IL LOGO. Il Vesuvio stilizzato e adagiato ai suoi piedi un baccello con sette piselli: questo il logo che campeggia sulle magliette dei produttori vesuviani riunitisi in una sala del Comune di Trecase che, di fatto, rappresenta anche la sede legale del presidio fortemente voluto da Maria Lionelli, fiduciaria Slow Food Vesuvio, la quale non nasconde un pizzico di emozione quando, nel suo intervento, ripercorre la storia recente che ha portato alla nascita del presidio e alla rinascita del prodotto.

IL PRESIDIO. Poco più di 200 grammi di semi divisi per 20 produttori: questa la formula che ha riportato, sui terreni vesuviani dei comuni di Trecase e Boscoreale, la produzione di un antico legume, che rischiava di sparire. "Il Pisello Centogiorni, con il suo verde chiaro e intenso, disegna con entusiasmo i filari ordinatamente pettinati sul suolo grigio di lapillo. Come ci racconta il suo nome, dura in campo centogiorni e si comincia a raccogliere già dalla prima settimana di marzo. Fiorisce con coraggio in inverno, nel suo candido colore sfida le avversità del tempo che mette a dura prova la sua sopravvivenza" - spiega Maria Lionelli, fiduciaria Slow Food Vesuvio. Sono 23 i piccoli agricoltori che hanno aderito al presidio, appartengono all’intero areale vesuviano, con una concentrazione maggiore tra Boscoreale e Trecase. “Negli anni 70 erano circa 500 gli ettari vesuviani adibiti alla produzione del pisello centogiorno, ora il nostro obiettivo è quello di ritornare ad almeno 100 ettari – spiega Patrizia Spigno, responsabile dei presidi per Slow Food Campania. Quando abbiamo tirato fuori questa idea qualcuno ha pensato che eravamo pazzi. Volevamo ripristinare la coltura di un prodotto che avesse una vocazione più invernale, per gestire meglio le produzioni. Ma la nostra idea è quella di stare insieme e di dare dignità a questo territorio meraviglioso dove insiste un paniere di prodotti tradizionali che ci consentirebbero di aumentare la varietà del gusto”.

IL PREZZO. Il costo di vendita al chilogrammo oscilla tra i 3 e 5 euro, “non certo un prezzo elevato a confronto di altri esempi che quotidianamente troviamo nelle nostre dispense – continua Patrizia Spigno – basti pensare al costo che paghiamo per una busta di patatine da 70 grammi. Non ci rendiamo conto ma stiamo alimentando un sistema malato di produzione del cibo. Il costo del cibo deve essere giusto. Se costa poco bisogna chiedersi chi ci perde?”.

L’IMPEGNO DEL COMUNE DI TRECASE. Toni entusiasti quelli utilizzati dal sindaco di Trecase, Raffaele De Luca, che sottolinea come, in questo momento, sia in atto una “rivoluzione culturale sul territorio. Oltre all’aumento dei produttori agricoli, ci sono anche ristoratori che iniziano ad utilizzare il Pisello Centogiorni nei piatti che propongono ai propri clienti”. Ma anche il comune sta giocando il suo ruolo attivo, come sottolinea il sindaco: “ho voluto fortemente che nel bando di gara della mensa scolastica fosse inserito nel menù anche il Pisello Centogiorni. Del resto l’agricoltura è uno dei fondamenti, al pari del turismo, del Piano Urbanistico Comunale. Il nostro futuro si basa su queste due leve”. A tal proposito, De Luca preannuncia che nelle prossime settimane sarà emanato “un avviso pubblico per avere a disposizione dei terreni incolti che insistono sul territorio comunale, con la finalità di coltivarli con un’agricoltura sana”. Un’azione che nell’intenzione dell’amministrazione permetterà da una parte di aumentare la superfice di terreno coltivabile e dall’altra salvaguardare dal punto di vista ambientale il territorio. “Un terreno coltivato difficilmente si trasformerà in una discarica” – conclude il primo cittadino. 

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