Gelato al roccocò. Il nuovo dessert delle feste natalizie

La proposta dell'Habituè di Nola per il pranzo della domenica con tradizione rivisitata
di Redazione Ecampania.it - 05 Dicembre 2018

Il gelato al roccocò sarà il nuovo dessert natalizio del Ristorante Habituè di Nola, in provincia di Napoli, ideato dallo Chef Raffaele Dell’Aria.

Dopo il gelato al baileys, arriva quello al gusto di uno dei dolci più tipici del Natale partenopeo.

Il gelato al roccocò si potrà gustare a partire da domenica 9 dicembre 2018, quando lo Chef si cimenterà con i piatti della tradizione e darà il via al format Radici, il nome scelto per i menù domenicali che, di volta in volta cambieranno in base alla ricetta protagonista.

Il primo appuntamento è con Radici Ventiquattro e vede come piatto del giorno il ragù, che secondo le ricette antiche deve cuocere almeno per un giorno intero.

Per completare il paso, il gelato al roccocò, al profumo di mandorle, cannella e arance.  

“Rispolveriamo gli antichi ricettari delle nostre tradizioni – spiega Dell’Aria – perché la cucina moderna non è altro che l'evoluzione delle nostre radici. Sabato ci si alza presto e si mette a fare il ragù: deve cuocere a fuoco lento per 24 ore. Per concludere in bellezza alla tradizione aggiungerò la mia ricerca con il nuovo gelato al roccocò, che darà il benvenuto anche al Natale”.

Il secondo evento in programma sarà Radici Santa Lucia che vedrà protagonista il polpo alla Luciana; seguirà Radici Galiani, dedicato agli strozzapreti, Radici Stanislao con il Re Babà e, per finire, Radici Superba in omaggio alla genovese.

Continua con successo il progetto gastronomico di Fabio Coppola e Giuseppe Vetrano con la collaborazione di Vincenzo Cangemi, ispirato alla convivialità e al mangiar bene tra antico e moderno. “Riproponiamo la tradizione in tavola ogni domenica, come d’abitudine avviene nelle case di noi tutti. Di qui anche la scelta del nome del ristorante Habituè - spiegano gli imprenditori - che vuole richiamare all’abitudine di frequentare un luogo dove sentirsi ben accolto, come appunto avviene a casa, dove si respira un’atmosfera calda che si apre anche un pubblico giovane”.