Poesia e musica al Cellar Theory

Sperimentazioni sonore dei Saroos nel locale napoletano
di Marco De Rosa - 05 Aprile 2016
Poesia e musica al Cellar Theory

Mercoledì 6 aprile 2016 a partire dalle ore 22.00, Cellar Theory ha organizzato l’appuntamento con l’imprescindibile poesia e l’accurata sperimentazione sonora dei Saroos.  Nata nel 2006 come side project tra elettronica e post rock con membri fondatori provenienti dai Lali Puna e the Notwist, la band fa parte di quella scena tedesca che accoppia molto bene musica analogica e sintetica. Saroos propone uno spiazzante mix di suite elettroniche, impressioni cinematografiche e deliri spaziali, giocando a confondere suoni e sensazioni, per deliziare gli ascoltatori con dolcezza sci-fi e scosse elettriche di chiara matrice teutonica.

Quello del trio tedesco Florian Zimmer, Christoph Brandner e Max Punktezahl, è uno scenario tutto a sé, una specie di mondo sonoro all'interno del quale galleggiano tutte le loro suggestioni, senza dimenticare una certa passione per la fantascienza. Dopo il debutto nel 2006 con l'album omonimo, i Saroos vengono coinvolti dalla Morr Music per la compilation “Not Given Lightly” che tributa la leggendaria band post punk dei Graeme. Nel 2010 i Saroos pubblicano un nuovo disco che si intitola “See Me Not”, uscito per la tedesca Alien Transistor, e che vede come quarto membro Odd Nosdam (cLOUDDEAD e Anticon Records). Se la fantascienza sembra ancora un elemento importante per loro, in questo album si insinuano anche momenti di nostalgia e frenate post-rock. Comporre e scomporre, giocare con i tasselli di un puzzle sonoro che sa assumere molteplici e caleidoscopiche forme: mutando la prospettiva e contaminando i punti di vista, muta la percezione del tempo e dello spazio, è questo il concept di base per “Return”, evoluzione dei tre precedenti lavori, uscito nel 2013.

I Saroos sono quindi tornati a febbraio di quest’anno, per celebrare il decennio di attività con un nuovo lavoro discografico “Tardis” sempre pubblicato dalla Alien Transistor. Costruito sulla base delle onnipresenti pulsioni digitali, il nuovo album aggiunge una nota di raffinato spleen al sofisticato astrattismo sonoro, vera cifra stilistica della band. Nei dieci strumentali di “Tardis”, troviamo pura elettronica leftfield, prodotta da synth modulari che innestano cangianti visioni da modernariato sci-fi e pulsazioni ritmiche a tratti accelerate in cadenze dub. Un invito a viaggiare attraverso il tempo, lo spazio e tra universi paralleli, “Tardis” riflette lo sforzo dei Saroos di creare musica scevra da ogni facile contestualizzazione pop, direttamente mutata da eterei suoni spaziali che permeano la gravità atmosferica della musica strumentale.

La serata in collaborazione tra il Cellar Theory e il Rockalvi Festival, sostiene l’associazione Camilla la Stella che Brilla Onlus per tutti i bambini affetti da malattie rare.

Il Cellar Theory. Nato nel 2007, in una cantina del Vomero a Napoli, il Cellar Theory si è sempre ispirato ai Kellerclub berlinesi, veri e proprio club sotterranei ricavati da cantine, apparentemente chiusi al pubblico, ai quali si accede tramite scalette impervie, e che – nonostante la forma grezza e l'arredamento approssimativo - sono spesso il fulcro della vita notturna e musicale della capitale tedesca.

Nel 2013 si è trasferito a Vico Acitillo, ma ha conservato lo spirito originario, quello di posto dove essere se stessi e dove ascoltare una musica che non è scesa a compromessi: jazz, rock, elettronica, cantautorato – e tutto quello che in un genere non rientra – vi trovano lo stesso spazio di espressione, purché si tratti di progetti nuovi, di sperimentazione, di espressione di chi ha davvero qualcosa da dire in campo musicale.

E non solo: alla musica si combina l’arte in tutte le sue forme, dal video alla fotografia passando per la performance, e in generale per qualunque voce cerchi spazio fuori dai soliti circuiti.