Napoli. Quando la biologia è... musica

Al Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore, l'esperimento che coniuga fisica, emozione e spirito
di Redazione Ecampania.it - 10 Settembre 2018
Napoli. Quando la biologia è... musica

Giovedì 20 settembre 2018, il Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore di Napoli - in collaborazione con il Centro Studi Kairos e l’Associazione Musicale Amici del ‘700 Napoletano - ospiterà “Biology is Music”, epigenetica e scultura di sé, l'evento, a cura di Emiliano Toso, attraverso il quale sarà possibile esplorare le radici più profonde della biologia e sperimentare quanto la musica possa essere un veicolo nuovo e particolarmente efficace per giungere all’essenza di chi siamo realmente: non solo esseri programmati dai codici scritti nel DNA e dai copioni familiari, ma potenzialmente autori e scultori del nostro destino.

Emiliano Toso, musicista compositore e biologo cellulare, ideatore del Progetto “Translational Music”, prova a spiegare il concetto “What we are all made of?”, partendo dal presupposto che il nostro corpo sia un involucro che al suo interno contiene miliardi e miliardi di cellule che vivono insieme a noi. 

Ciascuna delle nostre cellule si muove con noi, nasce, cresce, muore e produce vibrazioni proprio come fanno gli strumenti musicali. Tutte queste cellule comunicano tra loro attraverso il nostro corpo, cercando di darci armonia per creare ogni giorno, il giorno più bello della nostra vita.

Emiliano Toso ha tradotto tutto ciò in musica, affinché quest’armonia, attraverso le sue note, possa arrivare a più persone, in modo da beneficiarne anche in concomitanza di terapie fisiche o per gestire meglio le proprie emozioni, o più semplicemente, come sottofondo alle proprie giornate, proprio come un profumo della casa.

Toso ha così dato vita al suo progetto, “Translational Music”, un mare di cellule sotto un cielo di musica, che rappresenta una modalità di tradurre le vibrazioni delle cellule che, così, possono arrivare fino in cielo, per diffondersi velocemente attorno a noi e in tutta la terra.

La teoria del compositore è spiegabile dalla scienza, dalla fisica quantistica, per cui le vibrazioni sono parte dei segnali che la cellula può ricevere, con la quale può cambiare il modo in cui legge le sue informazioni, i geni del suo DNA.

La musica dunque, ha effetti sul nostro corpo, lavora sulla nostra salute e sul nostro benessere, ma per essere davvero in sintonia con il nostro organismo deve parlare lo stesso linguaggio della natura.

La musica che di solito ascoltiamo è intonata su 440Hz, leggermente sfasata rispetto ai suoni della natura, per cui lo strumento che il biologo utilizza, il pianoforte, è accordato a 432Hz, sullo stesso piano dei battiti del nostro cervello, del nostro DNA e di tutta la Terra.

A cura di Titti D‘Amelio

napoli Data/e: 20 Settembre 2018 Emiliano Toso - pagina facebook