Lalla Esposito all'Avanposto Numero Zero con un omaggio a Nino Rota

Un excursus nella musica, incisiva e indimenticabile, dell'"amico mago" di Federico Fellini
di Redazione Ecampania.it - 11 Dicembre 2018

Venerdì 14, sabato 15, alle ore 21.00, e domenica 16 dicembre 2018, alle ore 20.00, presso il Teatro Avanposto Numero Zero di Napoli, Lalla Esposito rende omaggio ad uno dei più grandi compositori del novecento qual è stato Nino Rota con lo spettacolo "Nino", nell’ambito della rassegna “Femminile Periodico”.

Sulla scena, un excursus nella musica, incisiva e indimenticabile, di un professionista che ha collaborato con tanti artisti tra cui Federico Fellini che amava definirlo “l’amico magico”.

Lalla Esposito, per la regia di Egidio Carbone Lucifero, ripercorrerà l’incontro della musica di Nino Rota con poeti come Amurri, Morante, Wertmuller, Suso Cecchi D’Amico, Testoni, Bonagura e Galdieri.

Una donna, ma forse un’anima, ma forse un sogno, appare con la sua valigia piena dei suoi piccoli oggetti, strumenti per rendere il sogno in qualche modo più reale. Ad attenderla un musicista che la prenderà per mano e attraverso le note realizzeranno il loro scopo comune: incontrare l’amico magico. Tutto avverrà senza interruzione tra parole recitate e musica come soffiando su una girandola che dopo aver vibrato per l’effetto del vento, torna al punto di partenza per incominciare a vibrare ancora una volta. Compiuto il sogno, le note andranno ad essere sempre più deboli, la valigia della donna riaccoglierà il suo contenuto e in quel dormiveglia, in quel dolce attimo tra la veglia e il sonno, saranno già spariti, pronti per diventare di nuovo vento, energia per nuove girandole.

Sul palco apparirà la figurina di Cabiria perduta nelle sue notti, ma anche la dolce e malinconica Gelsomina o il Tunin di "Film d’amore e d’anarchia" - che, disperato, racconta la sua inevitabile decisione di assassinare il Duce - i fantasmi femminili che appartengono al sogno di Guido, il protagonista di "8 e 1/2" e, ancora, le luci e le ombre della "Dolce Vita", le voci del borgo di "Amarcord" ma anche le note di un Oscar negato, quello de "Il Padrino", e la parentesi di grande televisione con il Giannino di Giamburrasca.

Tutte queste anime oniriche parleranno e canteranno la musica senza tempo di Rota come in un sogno impalpabile, con poche e preziose parole per le sue melodie essenziali e semplici, canzoni popolari e ironiche, dolcemente sentimentali, napoletane.