Procida e Graziella, storia di un amore eterno

Protagonista del romanzo di Lamartine, la donna più bella celebrata con la Sagra del Mare
di Maria Cristina Napolitano - 13 Agosto 2015

Graziella è la donna procidana per eccellenza, e ovviamente la più bella. Graziella è legata al romanzo di Alphonse de Lamartine e alla Sagra del Mare che si svolge ogni anno da 65 edizioni.

Il personaggio nasce nel romanzo omonimo dello scrittore francese de Lamartine, opera autobiografica in cui viene raccontata la storia d’amore con la bella procidana che di questo amore ne morirà. Alfonso parte per la Francia con la promessa del suo ritorno. Graziella lo attende, speranzosa ma invano perché muore prima di poterlo riabbracciare. Prima dell’ultimo respiro invia al suo amato una treccia dei suoi capelli e la promessa del suo amore eterno. Alfonso conserverà per sempre la treccia e il ricordo di quell’amore che non ritroverà mai più in nessun’altra donna.

Graziella è la donna procidana per antonomasia, bellissima, dai tratti mediterranei e dal carattere solare, legata al mare e fedele al suo uomo.

Ogni anno dal 1939 si celebra in estate una festa del mare per ricordare Graziella e ritrovarla nel volto delle donne procidane. Il concorso di bellezza accoglie ragazze dai 14 ai 21 anni che indossano l’antico e caratteristico costume procidano fatto di colori brillanti, ricami in oro, conservato dalle famiglie dell’isola da generazioni. Abiti rari e preziosi che un tempo veniva usato nelle celebrazioni e nelle occasioni particolari.

L'abito è costituito da una base in raso o velluto di seta rosso carminio o verde smeraldo, anche se non mancano versioni scure o a piccoli disegni damascati. I pannelli frontali dell'abito sono ricamati in oro con una tecnica a punto pieno simile a quella dei paramenti talari. Le bordure sono formate da decori astratti, al centro dei pannelli campeggiano motivi che riproducono fiori, frutti locali e tropicali, animali, stilizzazioni marine.

La gonna è la parte che più varia nei tessuti e nei colori. Può essere di seta leggera o pesante ma anche di cotonina, ed è spesso ornata da un bordo di venti centimetri riportato che le dà corpo e resistenza e l'arricchisce di contrasto cromatico.
Il cappottino è il capo che caratterizza maggiormente il costume dell'isola e lo rende unico nel panorama dei costumi regionali italiani ed ha un taglio prettamente orientale. Il cappottino è rosso o di colore verde ed è caratterizzato da preziosi ricami in oro a "cocciole".

La festa si articola in tre serate, la prima dedicata alla commemorazione dei caduti in mare, la seconda dedicata all’elezione della Graziella che più di tutte rappresenti la Graziella lamartiana e nella terza ed ultima serata la consegna del premio per le varie gare organizzate. 

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