Peppino De Filippo, da Scarpetta a Pappagone nel segno della risata

Nato sul palco, trovò nel connubio con Totò il suo successo.
di Giuseppe Scarica - 27 Gennaio 2016

Peppino De filippo da sempre si è portato addosso l’etichetta del…Fratello minore di Eduardo. Ma Peppino è sempre stato diverso e nel tempo ha saputo distinguersi trovando la sua collocazione nella storia teatrale italiana.  Attore e commediografo napoletano ha regalato al teatro prima e alla grande schermo poi, una visione della comicità diversa, pacata e leggera.

Peppino, figlio del grande commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, nonché fratello di Eduardo e Titina, nacque a Napoli nella casa di Via Bausan nel 1903.

Dopo i primi passi  in teatro con la compagnia fondata insieme ai fratelli la Compagnia Teatro Umoristico: I De Filippo il successo gli si cuce addosso con il binomio firmato Toto e Peppino e launga serie di film che ne scaturisce.

Scene celebri come  la lettera improvvisata in Toto, Peppino e la Malafemmina o le diatribe della Banda degli Onesti restano indelebili negli occhi e nella mente di chi ha amato la comicità leggera, spontanea e garbata di Peppino. Una crescita ed un taglio personale lontano dalla malinconia del fratello Eduardo, con i quale ebbe numerosi  dissidi che lo portarono a lasciare la compagnia di famiglia e che contribuirono a donargli uno stile tutto suo, molto versatile, apprezzato dalla critica e che ebbe la sua esplosione con interpretazioni eccezionali, su tutte L’avaro di Moliere.

Impressa nella mente dei napoletani, che utilizzano il paragone ancora oggi, è la “maschera” di Pappagone, un umile servitore, al servizio del Cummendatore Peppino De Filippo, in cui convergono le tipiche maschere del teatro napoletano (Pulcinella e Felice Sciosciammocca), inventore di un gergo particolarissimo ed esilarante. I suoi piriché, ecquequà, carta d'indindirindà entrarono nel parlato comune divenendo modi di dire diffusissimi.

Noi lo ricordiamo con la celebre lettera, scritta con Totò e che entrambi hanno poi svelato essere per lo più improvvisata con il supporto e la graffiante ironia di Ettore Scola.

 

napoli