Longola. Due milioni messi a bando per il sito protostorico

Partita la gara d’appalto per la realizzazione del parco archeologico naturalistico
di Maria Cristina Napolitano - 29 Gennaio 2015
Longola

Pubblicato il bando di gara per l’appalto di esecuzione dei lavori di realizzazione del parco archeologico naturalistico di Longola, in provincia di Napoli.

L’ente appaltante è il Comune di Poggiomarino che apre la procedura con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’importo totale dell’appalto è di euro 1.971.696,28, comprensivi degli oneri per la sicurezza pari ad euro 36.599,17 non soggetti a ribasso, oltre IVA. Il termine ultimo per il ricevimento delle offerte è il giorno 27 febbraio 2015 mentre l’apertura delle buste è in calendario per il 3 marzo alle 10, giorno in cui verrà assegnato l’appalto provvisorio.

Il progetto si sviluppa in un’area di circa 30mila metri quadri attorno a quella che resterà di competenza esclusiva della Soprintendenza.

Nel progetto è prevista un’area accoglienza e parcheggio di 6 mila metri quadri, una struttura per spettacoli all’aperto con relativo pratone, punti di ristoro e servizi, una vasca per la fitodepurazione, orti, laboratori, punti ristoro, spazi da dedicare ad attività didattiche. Tra le strutture da realizzare anche un padiglione per il birdwatching ed un’aula multimediale ed un’area in cui verrà ricostruito l’ecosistema lacustre con la riproduzione delle capanne preistoriche e del sistema di isolotti e paludi.  

Storia. Il sito di Longola di Poggiomarino è stato scoperto nell’estate del 2000 nel corso dei lavori per la costruzione del depuratore delle acque reflue di Poggiomarino/Striano. Si tratta di un insediamento d’ambiente umido, posto nell’alta valle del Sarno, frequentato a partire dalle fasi avanzate della media età del Bronzo fino agli inizi del VI secolo a.C. L’insediamento protostorico attesta gli abitati nella zona in cui si conoscevano già le necropoli dell’età del ferro di Striano, S. Marzano, San Valentino Torio e Poggiomarino. Il sito abitato venne abbandonato all’inizio del VI secolo avanti Cristo e gli abitanti, i Sarrasti, popolazione di stirpe indigena, si trasferirono a Pompei e Nuceria che sorgevano proprio in quel momento storico. 

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