Ercolano. La manutenzione ordinaria che cambierà il volto della città

Al Parco Archeologico si programma una nuova stagione di lavori fino al 2020
di Alessandra Randazzo - 05 Novembre 2018

Buone notizie per il Parco Archeologico di Ercolano: a partire da oggi, 5 novembre 2018, si darà infatti il via al contratto di manutenzione ordinaria dei resti archeologici che avrà una durata di tre anni (2018-2020) e, grazie al quale, partiranno importanti lavori per restituire una nuova immagine alla città antica.

Un cantiere di manutenzione straordinaria è partito già lo scorso giugno e le attività man mano si integreranno con quelle di attività ordinaria. Inoltre, un secondo intervento di manutenzione straordinaria, già programmato e finanziato per il 2019/2020, concluderà questo primo ciclo.

Il personale interno del Parco dirigerà questi lavori coadiuvato dai membri della Segreteria Tecnica, insediatasi dallo scorso settembre, che hanno accettato la sfida dell’innovazione lavorando fianco a fianco con i membri dell’Herculaneum Conservation Project, ormai sul campo da oltre 17 anni con un enorme bagaglio di informazioni preziose da condividere.

Mentre si programma una nuova stagione di lavori, altri sono già in corso, come gli importanti interventi di restauro alle strutture e agli apparati decorativi nella Casa del Bicentenario, mentre sono in fase di attuazione le gare per l’area dell’Antica Spiaggia, per la progettazione del consolidamento e della sistemazione idrogeologica della Villa dei Papiri e il restauro di sei tra le più importanti domus di Ercolano.

La casa del Bicentenario, così come le sei domus che saranno restaurate sono chiuse dagli anni ’80 - le case del Colonnato Tuscanico, dell’Atrio a Mosaico, la Casa a Graticcio o dell’Atrio a Mosaico, solo per citarne alcune - sono delle vere e proprie pietre miliari per la storia dell’architettura romana. Solo quando si scoprì la Casa a Graticcio di Ercolano si potè far risalire questa particolare tecnica edilizia che prevede il risparmio del materiale pietroso e l’uso del legno, ad epoca romana. Fino ad allora si riteneva tipica del Medio Evo e invenzione dei paesi del Nord Europa.

“Una delle sfide del Parco - dichiara il Direttore Sirano - è quella di riuscire a creare le condizioni affinché la manutenzione ordinaria a partire dal Secondo Ciclo (2021-2023) possa essere garantita dai proventi raccolti direttamente dall’Istituto e inseriti sul Bilancio ordinario di previsione.”

Il Parco ha attivato come centrale di Committenza Invitalia che ha già concluso alcune procedure e ha preso in carico con la consueta grande professionalità le gare per l’Antica Spiaggia e il progetto Sei Domus.

“E’ con particolare orgoglio e senso di gratitudine - prosegue il Direttore - che voglio ricordare il fondamentale supporto garantito dalla Fondazione Packard e dal team dell’Herculaneum Conservation Project. Tutte le progettazioni che abbiamo ricordato scaturiscono dall’Accordo attivo sul sito dal 2001 che ha messo Ercolano all’avanguardia non solo nello studio scientifico e delle più avanzate tecniche di restauro conservativo, ma anche come esempio ancora unico in Italia di stretta cooperazione pubblico-privato”.

“Grazie ad un grande lavoro portato avanti negli ultimi 20 anni dalla ex Soprintendenza Pompei e dalla Fondazione Packard, il Parco Archeologico di Ercolano si candida oggi ad essere un grande laboratorio all’aperto non solo per la gestione programmata ma anche per la valorizzazione e l’integrazione del Parco nel territorio di competenza. Siamo impegnati - conclude il Direttore - con l’Unità Grande Pompei, con la Fondazione Packard, con il Comune di Ercolano e con gli altri Enti territoriali a disegnare una nuova straordinaria pagina per il futuro sostenibile nella Buffer Zone UNESCO”.

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