La via degli artigiani del presepe: San Gregorio Armeno

Le sue numerose botteghe sono una tappa obbligatoria per tutti gli amanti del presepe
di Marco De Rosa - 29 Ottobre 2014
La via degli artigiani del presepe: San Gregorio Armeno

“Te piace ‘o presepe?”. La celebre battuta di Eduardo De Filippo in “Natale in casa Cupiello”, descrive a perfezione la magia che Napoli regala in uno dei suoi posti più caratteristici: San Gregorio Armeno, la celebre strada degli artigiani, famosa in tutto il mondo per le innumerevoli botteghe dedicate all’arte presepiale, aperte tutto l'anno.

Il presepe, per il popolo partenopeo, non è solo un simbolo religioso: è, soprattutto, una tradizione, un’espressione artistica che le famiglie, anche non credenti, perpetuano puntualmente in occasione del Natale.

Proprio per questo, San Gregorio Armeno diventa una tappa obbligatoria prima di intraprendere la costruzione o l’ampliamento del proprio presepe.

Difficile descrivere a parole o con immagini la moltitudine di botteghe, - come quella di Marco Ferrigno, degli scultori Giuseppe e Luigi Cesarini e dei Fratelli Capuano - negozi e bancarelle colorate: lungo questa strada si può davvero trovare di tutto, dalle casette di sughero o di cartone in varie dimensioni, agli oggetti “meccanici” azionati dall’energia elettrica, come i mulini a vento o le cascate, alle statuine dei pastori in terracotta dipinti a mano con abiti in tessuto cuciti su misura.

E, ancora, venditori di frutta e di pesce, macellai e acquaiole; ma anche il pizzaiolo “robotizzato” che inforna la pizza, i classici Re Magi e, naturalmente, la Sacra Famiglia, con il bue e l'asinello, in tutte le dimensioni, fatture e prezzi. Senza dimenticare le statuine che intendono omaggiare i beniamini partenopei, come Totò, Pino Daniele, Massimo Troisi, Eduardo De Filippo.

Infine, accanto alle vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di famiglie artigiane che si tramandano il mestiere da intere generazioni, si trovano creazioni che denotano la fantasia e l’ironia dei napoletani, come la statuetta/caricatura del politico o del personaggio famoso del momento, divenuta uno dei classici sulle bancarelle di via San Gregorio Armeno.

Il tempo passa mentre si osservano i dettagli delle ricostruzioni delle case, curiosando magari attraverso le finestre semiaperte dalle quali, spesso, si intravedono gli arredi della camera da letto o della cucina.

Via San Gregorio Armeno ha mantenuto per secoli quella vitalità che ancora oggi la contraddistingue.

Fulcro commerciale già nell’epoca greco – romana, quando il vicino spazio, che si è trasformato nell’odierna Piazza San Gaetano, rappresentava il centro della vita politico amministrativa di Neapolis, divenne poi il centro artistico culturale dove erano fiorenti le botteghe di pittori, scultori, intagliatori, doratori che, con la loro arte, hanno impreziosito le chiese e i palazzi della cittadina.

Poco distante da qui vissero Giambattista Vico, in via San Biagio dei Librai, e Francesco De Sanctis, presso piazza San Domenico Maggiore: due fra gli artisti che hanno probabilmente compreso, meglio di altri, il frutto del lavoro di intere famiglie artigiane che, tuttora, si tramandano il mestiere da intere generazioni. 

 

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