Il busto di Lucio Cecilio Giocondo riprodotto in stampa 3D

Realizzato in occasione del lancio del Museo Virtuale delle Banche Italiane
di Gennaro Carotenuto - 07 Gennaio 2016
Il busto di Lucio Cecilio Giocondo riprodotto in stampa 3D

La scelta è presto spiegata: dell’antica Pompei era uno dei banchieri più famosi, stiamo parlando di Lucio Cecilio Giocondo, il cui busto di bronzo è stato riprodotto in stampa 3D FDM in occasione della presentazione del MUVIR, il Museo Virtuale delle Banche Italiane realizzato dall’ABI (Associazione Banche Italia) e presentato a novembre del 2015 a Roma alla presenza del Ministro Dario Franceschini.

Il MUVIR - Museo virtuale delle banche in Italia - è stato progettato per essere un museo digitale: crossmediale (pc, tablet, smartphone), immersivo (visori di realtà virtuale) e tangibile (stampa 3d).Un museo virtuale che permetterà un continuo andirivieni dalla dimensione unitaria dell’oggetto reale alla molteplicità delle informazioni digitali a suo corredo e viceversa, che renderà virtuali le opere d’arte reali e allo stesso tempo doterà gli oggetti reali di una componente digitale, tramite diverse applicazioni a corredo che ne aumenteranno la portata comunicativa, (realtà aumentata, dispositivi di prossimità).

Il rilievo in 3D del famoso banchiere pompeiano è stato effettuato dal Mak-ars in collaborazione con SPQwoRk Factory Roma.

Lucio Cecilio Giocondo oltre ad essere uno dei banchieri più in voga dell’antica Pompei, possedeva anche diverse domus, quella pompeiana oggi rivive grazie ad un 3D realizzato da una società svedese, mentre un’altra ricadeva nell’attuale territorio comunale di Boscoreale, in provincia di Napoli, ed all’interno della quale venne rinvenuto alla fine del ‘800 un prezioso tesoro di argenterie attualmente esposto al Louvre di Parigi.

Apparteneva, infatti, all’importante banchiere pompeiano la villa della Pisanella, scavata prima per una parte nel 1876 dal proprietario di un fondo, Luigi Giuseppino Pulzella, e successivamente dal deputato Vincenzo Giuseppe De Prisco, nel 1894-1899, in un fondo di via Settetermini, ed è proprio all’interno dei suoi ambienti che nell’aprile del 1895 venne rinvenuto il “Tesoro di Boscoreale” un insieme di 109 pezzi di argenteria del I secolo d.C.

Il tesoro è costituito da 109 pezzi e comprende un servizio da tavola quasi completo e tre specchi in argento, più alcuni monili d'oro. Venne rinvenuto il 9 aprile del 1895 presso il lacus del torcularium (ambiente che ospitava il torchio per la spremitura dell'uva) della villa.

Gli oggetti più raffinati sono senz’altro le coppe tra queste ricordiamo quelle “di Augusto” e “di Tiberio” esposte l’ultima volta in Italia nel corso della mostra dedicata ad Augusto e ospitata alle Scuderie del Quirinale a Roma. Sono infatti gli unici pezzi di vasellame metallico con una decorazione che raffigura Augusto su una coppa e Tiberio, suo successore, sulla seconda.