Mobilitazione social per gli affreschi sabariani di Benevento

Il fondatore del gruppo Facebook “Sei di Benevento se" ha inviato una lettera aperta a Clemente Mastella
di Giovanni Vasso - 18 Maggio 2018

A seguito della relazione degli esperti ministeriali che ha quantificato, per il restauro, una somma superiore a quella che il Comune ha messo a disposizione, il rischio di perdere per sempre gli Affreschi Sabariani di Benevento è sempre più alto, tangibile.

Perciò è partita, sui social, la mobilitazione. Con una lettera aperta inviata al sindaco Clemente Mastella, Alfredo Vittoria, fondatore del gruppo Facebook “Sei di Benevento se", chiede chiarezza e una presa di posizione all’amministrazione comunale.

“Come forse ricorderà, durante la campagna elettorale che si è conclusa con la sua nomina di primo cittadino, nell’ambito delle iniziative per il salvataggio degli affreschi longobardi dei Sabariani e tenuta viva con il supporto del gruppo Facebook “Sei di Benevento se…”, in un dibattito pubblico con i cittadini, su mia espressa domanda, si impegnò ad inserire il recupero dei Sabariani fra i vari obbiettivi della sua amministrazione”. E quindi: “Non nei tempi annunciati, parlò di un mese, ma nel corso degli anni la sua amministrazione ha provveduto ad effettuare alcuni tentativi che, non essendo stati utili allo scopo, sono culminati nell'ottenere l’attenzione dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, che dopo il sopralluogo dei suoi tecnici, ha provveduto a inviarle una amara relazione”.

Quindi Vittoria spiega: “Gli importi necessari per il restauro e la messa in sicurezza della rara testimonianza della cultura longobarda vanno molto oltre la cifra che il comune ha destinato per finanziare i lavori, dichiarando, inoltre, che non è possibile operare un “distacco” degli affreschi per avviare i lavori di restauro in un luogo che almeno avrebbe garantito la sua incolumità”.

E lancia la mobilitazione social: ”Da quando, insieme ad alcuni amici ed associazioni abbiamo iniziato ad occuparci di questa vicenda, ho sostituito il mio volto sui social con quello della “Dormitio Virginis” raffigurata in una parte degli affreschi, come impegno a non abbandonare la campagna di sensibilizzazione per evitare la loro perdita definitiva, e oggi 18 maggio in occasione del mio compleanno, chiederò a tutti gli iscritti del gruppo, giunti oramai ad oltre 20mila, di farmi un regalo sostituendo per 24 ore la loro immagine del profilo con la stessa icona che riporterà un segno di lutto”.

La conclusione è un ultimo afflato di speranza: “Chiedo questo perché, nonostante mi si riconosca il pregio o difetto di essere tenace o testardo, so quando, oltre ogni speranza, le battaglie devono essere dichiarate perse. Il Comune, in compagnia di tutti gli altri protagonisti di questa storia, deputati a vario titolo a preservare il nostro patrimonio artistico e culturale, ha così tante difficoltà che, evidentemente, non ha spazio per impegnarsi di più di come ha fatto e quindi credo sia utile porre una pietra (tombale) sulla speranza di poter annoverare gli affreschi tra i numerosi simboli della città che ne hanno determinato l’inserimento tra quelle che compongono il Sito seriale dei Longobardi in Italia, dell’UNESCO. Tale rassegnazione nasce dalla sicurezza che il trascorrere del tempo porterà la cifra necessaria per il recupero degli affreschi a crescere e i suoi resti a sparire, anche a causa dalla mancata protezione dalle condizioni atmosferiche dell’attuale struttura che li custodisce. Le chiedo allora, signor sindaco di pronunciarsi a breve, liberando così dal vincolo la somma messa a disposizione per il (mancato) salvataggio degli affreschi ridestinandolo alla sua iniziale utilità e dandomi finalmente la possibilità di rimettere il mio volto sul mio profilo Facebook”.

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