Una terra di confine sulla valle dell’Ofanto: Monteverde

Piccolo borgo immerso nel verde delle colline irpine
di Maria Cristina Napolitano - 28 Agosto 2014
Monteverde

Il paese di Monteverde in provincia di Avellino, segna il confine orientale della Campania con la Lucania e la Puglia. Già dal toponimo si comprende che si tratta di un paese circondato dal verde dei boschi, Montis Viridis, sostituiti poi dalle colture cerealicole.

Svetta dall’alto, arroccato su un colle nell’alta valle dell’Ofanto. Strette vie e gradoni in pietra caratterizzano il centro storico che si stringe intorno al Castello, eretto nell’alto medioevo dai Longobardi.

Ha origini antiche a giudicare dai resti di una vasta cinta di mura edificata nel IV secolo a.C., riconosciuta dagli studiosi nel sito di Comino, già abitata nel Neolitico. Il maggior sviluppo del centro abitato si ha però in epoca medioevale che ha lasciato l’impronta più forte nei caratteri del piccolo borgo irpino.

Nelle stradine lastricate l’attenzione cade spesso sulle strutture ottocentesche appartenenti alla borghesia terriera ottocentesca. Il Palazzo Pelosi e Spirito in via Bocchetti sono un esempio di queste costruzioni abbellite da portali artistici.

Il Castello d’impianto a base trapezoidale, nel corso del Medioevo furono aggiunte le torri cilindriche, tuttora esistenti, ed il ponte levatoio, oggi scomparso.

Tra il XV e il XIX secolo il Castello assunse l’aspetto che ancora possiede, di impronta aragonese. Successivamente il Castello fu residenza della famiglia Orsini, di Roberto il Guiscardo, Goffredo conte di Andria e nel 1532 del principe di Monaco Onorato Grimaldi.

Nel 1642 divenne di proprietà di Michele Sangermano che aggiunse l’ala destra e dal 1689 fu dei Caracciolo fino al 1806, momento in cui con Napoleone si eliminarono i diritti feudali.

Alla base sono ancora visibili resti di mura sannitiche di IV-III secolo a.C.

Il castello è stato completamente restaurato nel 2006.

Tra i luoghi di culto si segnalano l’ex Cattedrale dedicata a Santa Maria di Nazareth, con forme barocche appartenenti al rifacimento del 1728. La Chiesa di Santa Maria del Carmine, settecentesca, con la torre campanaria a bifore gotiche era annessa al convento dei Carmelitani.

Tra le produzioni locali sono rinomati gli insaccati di carne suina, la soppressata, la salsiccia e il capocollo, e i prodotti caseari dell’allevamento bovino brado come il caciocavallo, la scamorza, la ricotta e il formaggio fresco e stagionato.

Curiosità: il comune di Monteverde è annoverato nella lista del Club de “I Borghi più Belli d’Italia” e nel suo territorio vivono alcuni dei rari esemplari di cicogna nera della Campania, solo un’unica coppia tra i dieci ancora viventi in Italia.

avellino Durata:
4 Ore
Tipo: borgo