Riti di Fuoco, la festa dei falò di Lioni

Maschere e folkore, janare e lupi mannari: le tradizioni si incontrano nel centro storico
di Redazione Ecampania.it - 06 Novembre 2018

L’antica pratica dei falò dell’Immacolata viene riproposta a Lioni, in provincia di Avellino, con “Riti di Fuoco”, la manifestazione all’insegna delle tradizioni del territorio irpino, in un contesto ancestrale di narrazioni, spettacoli, musica ed enogastronomia, in programma da venerdì 7 a domenica 9 dicembre 2018 in Piazza Vittorio Emanuele.

“Riti di Fuoco” è la terza tappa del progetto “Il Treno degli Eventi” (POC Campania 2014/2020 – Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura) che, dopo i boschi e la grande piazza, condurrà i visitatori alla scoperta della cittadina altirpina e dei suoi vicoli, impreziositi da racconti e concerti.

“Con Riti di Fuoco verrà ripsoposta la festa dei falò, radicata a Lioni come in tutta l'Irpinia – annuncia Antonio Sena, direttore artistico de “Il Treno degli Eventi” –. In questa occasione sarà rivisitata in chiave moderna, con una tre giorni che, di certo, sorprenderà chi verrà a farci visita”.

“Siamo felici di presentare Riti di Fuoco, frutto di una continua ricerca volta a rivisitare la storia d’Irpinia attraverso le narrazioni antiche, le leggende, le magie che rendono surreale e mistico questo posto – aggiunge la presidente della Pro Loco Lioni, Maria Antonietta Ruggiero –. La superstizione, il malocchio, le credenze popolari sono i pilastri della nostra cultura. Ridiamo vigore alle tradizioni del popolo irpino e lo facciamo in un paese come Lioni che per la sua centralità geografica diventa un luogo dove poter far convergere il folklore”.

Si parte venerdì 7 dicembre con “Festa e Fera - canzoni ammischiate” a cura di Virginio Tenore. Sabato 8 dicembre, dopo all’accensione dei falò, riflettori sul concerto di Eugenio BennatoDomenica 9, aperitivo culturale con il convegno “Riti, tradizioni e leggende. L’Irpinia”.

Nel corso dell'evento, la strade di Lioni saranno invase dallo Scazzamauriello e dal Lupo Mannaro, dalle Janare, dalla Masciara e dallo Squacqualacchiun, la misteriosa maschera di Teora.

Sarà possibile ascoltare i Cunti Irpini intorno al fuoco oppure ballare con la Scuola di Tarantella Montemaranese e prepararsi al Natale con le zampogne della tradizione.

Per il format abbiamo lavorato principalmente su un filone che cattura molto l’attenzione dei lionesi e cioè le credenze popolari – spiega il direttore scientifico di “Riti di Fuoco”, Roberto D’Agnese –. Abbiamo voluto creare tre aree spettacolo per richiamare le tradizioni, le credenze, i concerti. E il concerto di Eugenio Bennato è la giusta sintesi di questi tre elementi”.

“Accanto alla vocazione commerciale, a Lioni c’è una comunità legata alla terra, vivace dal punto di vista culturale e che ama la natura – è la sintesi finale del sindaco Yuri Gioino –. Con questa manifestazione puntiamo a recuperare il nostro patrimonio culturale e naturalistico, per arrivare a offrire un’immagine nuova di Lioni”.