La moda è il settore che traina l’economia e l’immagine dell’Italia nel mondo

Gusto e raffinatezza: sono questi i termini scelti per definire l’italian style
di Redazione Ecampania.it - 18 Ottobre 2018
La moda è il settore che traina l’economia e l’immagine dell’Italia nel mondo

Gusto e raffinatezza: sono questi i termini scelti la maggior parte delle volte da chi ha il compito di definire l’italian style con poche ma eloquenti parole. Per comprendere quanto l’Italia da sempre detti legge in materia di stile e di nuovi trend è sufficiente pensare alla fama che le icone storiche del cinema e del fashion system nostrano si sono guadagnate in ogni angolo del globo.

Segreto non segreto del successo del made in Italy sta nell’aver saputo creare un modello inconfondibile di eleganza, che ha davvero fatto il giro del mondo. Sarà capitato a molti di riconoscere un turista italiano all’estero senza neanche averlo sentito parlare: un rapido sguardo al look ed è fatta! Abbinare alla perfezione e con gusto abiti e accessori, accostare colori e sfumature non troppo evidenti prestando particolare attenzione alla scelta delle scarpe - specialmente di sera - sono alcuni degli accorgimenti a cui un connazionale non rinuncerebbe mai, persino in vacanza.

La moda, dunque, contribuisce a promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo. Ma non solo. Il fashion business è uno tra i settori che più positivamente incidono sull’economia dell’intero Paese. Si pensi che il comparto ha chiuso il 2017 andando ben oltre le più rosee aspettative, con un fatturato in aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il settore, che già gode di ottima salute, può trarre inoltre ulteriore linfa vitale dalla crescita della divisione dei beni di lusso, trainata dalla riduzione dei dazi cinesi sulle importazioni (si stima che in Cina il mercato aumenterà del 20-22%) e dall’ingresso in scena dei Millennials.

L’interesse per la condivisione dimostrato dai cosiddetti figli della rete ha spinto anche le grandi firme della moda a cercare di intercettarne le aspettative, focalizzando l’attenzione sul comportamento di questi nuovi potenziali clienti. La propensione all’utilizzo dei social media dei nati dopo il 1980 ha rivoluzionato le più tradizionali campagne di marketing, oggi orientate verso modelli in grado di richiamare l’attenzione di questa fascia di consumatori.

I Millennials hanno la propensione ad acquistare online e a lasciarsi guidare dai consigli di blogger, youtuber e influencer. Un’interessante ricerca condotta dalla piattaforma di shopping online Lyst ha stilato una classifica delle 5 più influenti web star del pianeta. Zendaya Coleman, semplicemente nota come Zendaya, è risultata essere l’influencer più persuasiva. Alla scorsa edizione dei Kid’s Choice Awards l’attrice e cantante americana ha indossato un romantico abito bianco senza spalline, che ha incantato e stuzzicato i desideri d’acquisto di fan e follower: sul motore di ricerca dedicato all’industria della moda, nelle 48 ore successive all’evento, ci sono state oltre 3000 ricerche sul tema.

Anche l’Italia ha i suoi trendsetter e influencer seguiti in alcuni casi da milioni di ammiratori.

Chiara Nasti è una giovanissima fashion blogger campana. La ventenne modella napoletana ha già all’attivo importanti collaborazioni con brand famosi, la creazione di una propria collezione di bikini, la Plume Ethéreé, e la pubblicazione di un libro-diario dove racconta di un’avventura sul web nata quasi per gioco, ma che l’ha portata a essere una delle più ammirate e seguite blogger italiane.

Chiara Nasti collabora con numerose griffe ed è un modello di rilievo per tante adolescenti e coetanee appassionate di moda. Non solo: chi ha analizzato il profilo Instagram della bella napoletana ha evidenziato che il 53,5% dei suoi follower è costituito da un pubblico maschile. Dato che, in termini di Influencer Marketing, si traduce in un ulteriore vantaggio per i brand di abbigliamento, che possono servirsi di un testimonial non legato al gender per pubblicizzare i propri prodotti.

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