Gioco d’azzardo, come le aziende controllano le preferenze dei giocatori

Diversi studi dimostrano lo sfruttamento di Big Data e sistemi di intelligenza artificiale per incrementare i loro introiti
di Redazione Ecampania.it - 14 Giugno 2018
Gioco d’azzardo, come le aziende controllano le preferenze dei giocatori

In questo periodo avrete sicuramente notato un bombardamento di e-mail contenente come oggetto l’aggiornamento delle normative sulla privacy. I siti sono ora costretti a informare che i dati di navigazione vengono raccolti e studiati, ma non si tratta di una novità. Esiste un settore che utilizza questo metodo da anni per sapere cosa proporre alla propria clientela in modo più efficiente: il gioco d’azzardo.

L’industria del gambling è una delle più interessate alla raccolta delle informazioni sulla navigazione degli utenti della rete. Vi è mai capitato di cercare un prodotto su Amazon, e poi vedere su altri siti i banner pubblicitari con oggetti simili a quello della vostra ricerca? Il procedimento di cui si servono i siti di scommesse è molto simile, così che il giocatore possa avere sempre davanti agli occhi la slot machine o il gioco da casinò più vicino al suo interesse. Ogni click viene monitorato con strumenti di intelligenza artificiale sofisticati, che permettono di ricostruire le pagine visualizzate e le transazioni effettuate da ogni internauta. Queste informazioni possono essere sfruttate con diverse finalità, ma le principali sono ovviamente valutare il flusso di denaro e indirizzare il cliente verso le attività che l’azienda ritiene più redditizia per sé.

In un’interessante articolo pubblicato da Giochidislots.com, la redazione ha analizzato il legame tra industria del gambling e società di terzi per ottenere dati sui loro clienti. I bookmaker potevano così riconoscere le persone a basso reddito e i giocatori che avevano smesso di puntare, per provare a invogliarli a tornare sulla piattaforma. Addirittura, è stato rivelato che le case di gioco possono acquistare blocchi di e-mail con più di 100.000 contatti per pubblicizzare il prodotto azzardo. Le rivelazioni del blog lasciano intuire che le aziende di gambling possano sfruttare le loro informazioni per favorire la dipendenza ludopatica dei loro clienti, in modo da incrementare i loro introiti.

Durante l’Enada Primavera 2018 l’azienda maltese BtoBet ha lanciato una piattaforma che impiega l’intelligenza artificiale per l’utilizzo sincronico di retail e online. Un ulteriore passo avanti nella conoscenza puntuale delle preferenze dei giocatori, con l’ovvia conseguenza di aumentare il volume di gioco.

Naturalmente la questione ha sollevato diversi dubbi in ambito legislativo. L’opinione pubblica è stata sollecitata sull’argomento dallo scandalo di Facebook, che ha cercato di indirizzare le elezioni americane proprio raccogliendo dati. Allo stato attuale, per le aziende è sufficiente informare le persone sul modo in cui vengono utilizzati i dati personali, secondo quanto stabilito dalla legge sulla protezione dei dati del 1998. Tuttavia, è evidente che l’informazione sui propri diritti e sull’utilizzo che viene fatto delle informazioni personali rimane a un livello piuttosto basso.

Infine, bisogna ricordare che i siti di gambling utilizzano sistemi per geolocalizzare i clienti, così da sapere quando arrivano agli stadi per assistere una partita e invitarli a scommettere tramite un messaggio. Questo metodo è finora poco sfruttato, ma sembra una delle modalità con cui il gambling diventerà sempre più invadente nella vita delle persone. A meno che si trovi una soluzione legislativa che riesca a limitare un fenomeno che pare inarrestabile.

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