Domeniche gratis al museo: l’abolizione serve a poco

Cosa c’è dietro la volontà del Ministro Bonisoli di eliminare “lo spot Franceschini”?
di Gennaro Carotenuto - 01 Agosto 2018
Domeniche gratis al museo: l’abolizione serve a poco

Abolire le domeniche gratuite nei musei e poi? Le dichiarazioni del Ministro Bonisoli con le quali si annuncia la "fine" delle domeniche gratuite ai musei, almeno come le conosciamo fino ad ora, lasciano qualche perplessità.

In linea di principio ho sempre guardato all’iniziativa, istituita con il decreto Franceschini nel luglio del 2014, con un pizzico di scetticismo. Vedere orde e orde di gente che la prima domenica del mese prendono d’assalto gli Scavi di Pompei, piuttosto che il Mann di Napoli o la Reggia di Caserta, con il solo “scopo di entrare gratis” mi ha sempre fatto storcere un po’ il naso. L’interrogativo che mi sono sempre posto è: quanto giovano alla diffusione della cultura?

Certo, siamo tutti consapevoli che il costo del biglietto di alcuni siti, per quanto belli, affascinanti, suggestivi, ricchi di storia e grandi, possa apparire insostenibile per una persona che a stento arriva a fine mese. Provate per un attimo a moltiplicare il costo del biglietto di ingresso agli scavi di Pompei per una famiglia di quattro persone e il conto è presto fatto.

TUTTI I SITI APERTI GRATUITAMENTE DOMENICA 5 AGOSTO 2018

Ma le domeniche gratuite quanto hanno giovato ai piccoli musei, magari quelli che già a biglietto pieno non superano i 2 euro? Quante persone nei giorni di apertura gratuita hanno raggiunto Alife o Buccino, tanto per fare un esempio, e potuto usufruire gratuitamente della visita?

Se l’obiettivo come avvenuto a Pompei è solo quello di sommare 30mila accessi ogni prima domenica del mese (numero chiuso voluto dopo il caos successivo alle prime aperture gratuite) e fregiarsi di aver aumentato la quantità e non certo la qualità degli ingressi, allora di domeniche gratuite istituiamone molte di più.

La cultura deve essere alla portata di tutti, questo è fuori discussione e, sotto certi aspetti, la “scomparsa” delle domeniche gratuite può rappresentare una sconfitta, ma c’è da dire che, parole dello stesso Bonisoli, la scomparsa non sarà definitiva dopo l’estate.

Si parla, infatti, di una rimodulazione degli ingressi gratuiti, magari dando la possibilità ai singoli direttori di Museo di poter scegliere la giornata più congeniale. Ma non è nemmeno in questo modo che si risolve il problema.

Se il nostro obiettivo vero è quello di permettere una fruizione quanto più allargata del nostro immenso patrimonio museale perché quindi non prevedere forme di agevolazione mirata? Perché non istituire una giornata di accesso gratuito per le famiglie? Magari un biglietto unico e ridotto con specifici laboratori che puntano non solo a far godere gratuitamente un bene, ma arricchiscano (e questo non ha prezzo) il bagaglio culturale della nostra popolazione? E lo stesso si potrebbe fare per i giovani, quelli che celebrano il loro compleanno visitando un museo (una misura che qualche anno fa venne introdotta, ma che al momento è miseramente tramontata), prevedere delle agevolazioni per i residenti, cosa che già avviene per i musei comunali di Roma (non certo per merito della Raggi).

Insomma se vogliamo effettivamente aprire la cultura a tutti le cose da fare sono tante… ci pensi Ministro Bonisoli.

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