Beppe Vessicchio e la Campania: “Vi racconto la mia terradamare”

Il Maestro si racconta tra aneddoti, progetti futuri e una certezza indissolubile: l'amore per i suoi... pomodori -- VIDEO
di Marco De Rosa - 14 Giugno 2019
Beppe Vessicchio e la Campania: “Vi racconto la mia terradamare”

I suoi papillon hanno fatto scuola, il suo volto è legato in maniera indissolubile al Festival di Sanremo. E’ nato a Napoli ma può considerarsi a tutti gli effetti cittadino nel mondo della musica.

Giuseppe Vessicchio, conosciuto con il diminutivo di Beppe, è uno dei volti storici della musica italiana. Nato a Napoli il 17 marzo 1956 è diventato uno dei personaggi simbolo della Campania in giro per il mondo.

E quando posso ci torno volentieri”, ci ha confidato nella sua lunga intervista, in cui ha raccontato aneddoti di vita vissuta e progetti futuri, oltre ai suoi luoghi del cuore, ovviamente campani. “Spesso non ci rendiamo conto della bellezza che ci circonda, ma penso che questo faccia parte della voglia di evolvere, a volte tanto imponente che finiamo per giudicare l'ambiente che ci circonda limitato e stretto, finendo così col non riuscire ad osservare più le cose belle che abbiamo. Di cose belle noi ne abbiamo tantissime – ha continuato il Maestro – e alcuni di questi posti sono anche legato da ricordi molto particolari. Il Cilento e la Costiera Amalfitana sono tra questi e quando posso, cerco di ritornarci volentieri”.

Ecco allora che viene spontaneo chiedere quando è previsto un suo ritorno in terradamare: “Sicuramente a metà luglio per il San Marzano Day”. Il Maestro, noto cultore del pomodoro, ha coltivato una particolare predilezione per il pomodoro San Marzano, tanto da pubblicarci anche un libro (“La musica fa crescere i pomodori”, ndr) ed effettuare alcuni studi scientifici: “Attraverso una sperimentazione in campo biofisico, in seguito a un trattamento armonico, ho ipotizzato che si possa ridurre lo spazio tra le molecole proprio grazie a un’armonia, a una serie di legami che vengono riattivati e che permettono la crescita rigogliosa del frutto stesso”.

La speranza è che quindi ognuno di noi possa trovare l’armonia giusta per coltivare il bello della Campania: “Magari. Penso che abbiamo una quantità di tesori che gli altri sono costretti a inventare pur di averla. Questo fa dei nostri tesori un dono dal valore inestimabile”.

Nel riquadro in basso, l'intervista che il Maestro Vessicchio ci ha concesso. (contributo immagini: "HumanaMedicina")

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