La Candelora e le tradizioni del 2 febbraio

Le usanze campane tra proverbi, festa religiosa e cambiamenti climatici
di Maria Cristina Napolitano - 02 Febbraio 2015

Quanno arriva ‘a Cannelora d’a vernata simmo fora, ma si chiove o mèna viento, quaranta juorne ‘e male tiempo: così recita un proverbio in dialetto napoletano per ricordare il giorno della Candelora, il 2 febbraio. Siamo certi che chiunque conosca questo detto, stamane guardando il cielo avrà esclamato con soddisfazione o eventualmente con disappunto se ancora il cielo si è presentato coperto di nuvole e pioggia.

In realtà la Candelora (così chiamata in Campania, Candelaia in Toscana, Ceriola, Siriola in altre ancora) è una festa religiosa che si celebra per ricordare la presentazione del Signore al Tempio ed il rito di purificazione della Vergine Maria quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Il nome deriva dal latino, da candelorum e candelaram, ovvero la benedizione delle candele conservate in casa dai fedeli accesi per placare l’ira divina durante il mal tempo, oppure mentre si attende la realizzazione di un evento, durante un’infermità, insomma durante tutti quei momenti della vita che necessitano dell’intervento divino.

La benedizione delle candele fu introdotta dal clero franco-germanico durante i secoli IX e X, ma si ritiene che la processione fosse già in uso molto tempo prima.

Al di là del significato religioso la Candelora, che si collega ai giorni della Merla di cui vi abbiamo raccontato, segna i cambiamenti climatici, la fine dell’inverno e l’approssimarsi della primavera. È un periodo adatto per fertilizzare i terreni e compiere le varie attività determinanti per l’annata agricola.

In Penisola Sorrentina c’è un proverbio che si lega ai cambiamenti climatici: San Biase o sole pe' case, San Catello ‘o sole po Castiello, Sant’Antonino ‘o sole pe marine.

Vengono invocati San Catello, patrono di Castellammare di Stabia, che si festeggia il 19 gennaio, Sant’Antonino patrono di Sorrento che si attende per il 14 febbraio e San Biagio che ricade nel medesimo giorno della Candelora, il 2 febbraio e protettore della gola e della laringite.

Secondo una vecchia tradizione oggi è anche l’ultima giornata per smontare il presepe e si portava un pezzetto del materiale utilizzato per la costruzione a bruciare sul fuoco dedicato a Sant’Antonio. In questa giornata si compie anche uno degli eventi più suggestivi e caratteristici della tradizione campana “la juta dei femminielli a Montevergine”.

Per quanto riguarda i dolciumi oggi si consiglia il migliaccio, dolce tradizionale della cucina campana a base di semola e ricotta. 

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