Dalla “monnezza” alla ricchezza: ecco come rinasce Terzigno

Quasi ultimati i lavori di bonifica a Cava Ranieri: presto sarà un Parco Archeologico
di Marco De Rosa - 01 Febbraio 2018

Da uno dei luoghi simbolo dell’emergenza a punto di riferimento culturale ed archeologico. Ecco la nuova vita di Cava Ranieri a Terzigno. L’amministrazione di Terzigno ha aperto le porte a quello che fu uno dei siti di stoccaggio a ridosso del Vesuvio e che presto potrà diventare Parco Archeologico. Mostrati i risultati dell’attività di bonifica e le opportunità di rilancio del patrimonio archeologico - culturale dell’area.

Dalla monnezza alla ricchezza” ha commentato entusiasta il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri. “Poniamo fine agli errori del passato, credendo in questo progetto. I risultati ci danno ragione, si tratta di un passo avanti non solo per Terzigno ma per tutta l'area vesuviana”.

Nel corso del tour, i ragazzi del Liceo Scientifico di Terzigno hanno accompagnato istituzioni e visitatori ed illustrato il futuro parco archeologico attraverso alcuni pannelli posizionati al momento lungo le transenne che delimitano l’area dei cantieri. “L'intervento di Cava Ranieri – ha spiegato Enrico Biscaglia, Presidente ed Amministratore Delegato della Sogesid, soggetto attuatore degli interventi di bonifica - è stata l'occasione per iniziare dei lavori all'area archeologica, opportunamente recintata assieme a tecnici della Soprintendenza, lavorando per restituire questa realtà, cambiata radicalmente, alla comunità locale.

L’intervento della Sogesid è sostanzialmente terminato: tra circa un mese avverrà il totale recupero dei rifiuti ed entro il mese di aprile si dovrebbe procedere al controllo dei terreni sottostanti. “Ad oggi la percentuale di avanzamento dei lavori di bonifica nella cava Ranieri supera il 75% e l’area appare già visibilmente libera dai cumuli. Sono stati rimossi circa 11mila tonnellate di rifiuti sostanzialmente urbani – ha spiegato il Rup Camilla Cicerone - già caratterizzati e conferiti a discarica. Si stima che, in percentuale, dovrà essere rimosso un ulteriore 20% di materiale di risulta. Le attività di rimozione termineranno entro fine febbraio, dopodiché saranno effettuate le verifiche dei terreni sottostanti assieme all'Arpac, che ci supporterà nella fase di validazione delle analisi chimico fisiche”.

 

L’ex cava, ed ormai ex discarica, sorge in una zona di particolare importanza sotto il profilo ambientale e archeologico: si trova infatti nel Parco Nazionale del Vesuvio, in un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario) sottoposta a vincolo Paesistico e Paesaggistico Ambientale. In prossimità del sito vi sono stati negli anni ‘80 straordinari ritrovamenti di ville rustiche di epoca romana, seppellite dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Per questo motivo il Comune di Terzigno ha avviato un progetto per la realizzazione di un Parco Archeologico Naturalistico nell’area, di cui è presupposto la bonifica dell’area. Intensa è anche l’attività di indagini archeologiche, con trincee che hanno portato alla luce alcune evidenze su presunte attività agricole dell’epoca e sugli eventi eruttivi, presumibilmente di epoca antecedente a quella del 79 d.C.

Ecco allora che iniziano a svilupparsi le prime idee sul recupero dell’area e sul suo inserimento nella rete dei grandi attrattori dell’area vesuviana: “Restituiamo un paesaggio tra i più belli al mondo, in passato martoriato dall’abusivismo, a turisti e cittadini che vogliono andare aldilà di Pompei” ha commentato un raggiante Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico della vicina Pompei.

Spazio allora ai tempi grazie a cui il Parco Archeologico di Terzigno potrà essere fruibile: “I tempi li detteranno le istituzioni – ha continuato Osanna –. Ma se sono stati rapidi come nelle operazioni di bonifica, mi auguro che lo siano ugualmente per far sì che vengano restituiti al pubblico”.

Ultimo capitolo, l’unione alla grande rete degli attrattori dell’area vesuviana, pesantemente condizionata dall’afflusso turistico di Pompei. Lecito, infatti, chiedersi quale sia la strategia giusta per unire Terzigno ai siti già radicati sul territorio. “Se si riesce a portare anche il 10% dei turisti che vengono a Pompei sarebbe già un grande risultato”: questo l’auspicio di Massimo Osanna.

Come unire da subito Terzigno alla grande rete turistica vesuviana? Elena Coccia, delegata ai Siti Unesco della Città Metropolitana ha ufficializzato di aver “prodotto e messo in circolazione un opuscolo con nove itinerari, tutti appartenenti alla città metropolitana. Uno di questi riguarda proprio Terzigno, la terra del mito e dell'olio. Solo creando differenti itinerari, potremmo realmente diversificare la nostra offerta turistica e far capire la storia dei nostri luoghi”.

Ad oggi la percentuale di avanzamento dei lavori di bonifica nella cava Ranieri supera il 75% e l’area appare già visibilmente libera dai cumuli: 

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