La Valle delle Ferriere: cascate, natura e ruderi antichi

La forra più spettacolare della Costiera Amalfitana
di Maria Cristina Napolitano - 04 Luglio 2014
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La Valle delle Ferriere, uno degli angoli ancora nascosti della Costiera amalfitana, è riserva naturale integrata dal 1972; copre una superficie di circa 500 ettari ed è stata istituita per proteggere specie endemiche come la felce Woodwardia radicans e la Salamandrina Terdigitata.

Il vallone è entrato a far parte nel 2003 del Parco Regionale dei Monti Lattari, amato dagli appassionati di natura per la presenza dei ciclamini, le orchidee selvatiche, il falco peregrino e il gheppio che nidificano sulle pareti rocciose, il cinghiale e la rarissima lontra segnalata più volte.

Può essere raggiunta a piedi con un itinerario di trekking di media difficoltà, permette la visita a cascate e percorsi d’acqua in cui rinfrescarsi e ai ruderi delle cartiere medievali e la ferriera attiva dal Trecento all’Ottocento.

Ci sono almeno due percorsi per raggiungere la Valla delle Ferriere. Si può partire da Amalfi, splendido paese della costiera in provincia di Salerno, ammirato e apprezzato dai turisti di tutto il mondo, seguendo il percorso che si dirama dal centro della cittadina.

La prima tappa di visita è il Museo della Carta, che racconta attraverso l’esposizione la scoperta della carta nel XII e XIII secolo da parte delle Repubbliche Marinare, che avevano fondachi in Siria e sulle coste della Palestina, dove erano i maggiori centri di produzione. Le Repubbliche marinare intrattenevano rapporti commerciali con l’Oriente per cui era semplice apprendere l’arte della produzione della carta direttamente oppure attraverso mano d’opera specializzata che l’ha introdotta in Campania.

Uscendo dall’abitato, si incontrano i ruderi delle cartiere di epoca medioevale Lucibello, Nolli e Martino e sul fondo del vallone i ruderi dell’antica ferriera accanto a cui scorre una meravigliosa cascata. Questi resti fanno della Valle delle Ferriere un luogo di grande fascino e suggestione, in cui si combina la vegetazione ricca e florida, ai resti delle strutture antiche.

Proseguendo per un ripido sentiero di ghiaia circondata dal bosco di faggi si arriva alla forra delle felci.

Un altro percorso parte da 270 metri sul livello del mare in località Pontone, sul crinale che separa Ravello da Amalfi e che permette di vedere anche la Torre dello Ziro, costruita nel 1480. La torre deve il suo nome al recipiente arabo usato per la conservazione di olio e cerali, lo ziro appunto.

Felci tropicali, coltivazioni di limoni e tante altre specie verdi, fanno da contorno alla piacevole passeggiata alle Ferriere, non particolarmente consigliata in piena estate per il caldo, meglio preferirla in primavera o autunno, sempre rigorosamente equipaggiati per il cammino.  

La flora locale già studiata nel ‘700 e alla metà dell’800 dal naturalista tedesco Karl Haekel, che scoprì per primo la rara pianta carnivora Pinguicola hirtiflora, comprende l’ontano napoletano, l’oppio, le specie di Pteridi, il Carice, per un’inversione nella vegetazione dall’alto dei rilievi con macchia mediterranea e bosco misto nel profondo vallone.

La fauna annovera tra i mammiferi: volpe, lepre, tasso, vari rettili tra cui il ramarro, l’orbettino, il geco, la lucertola. Tra gli uccelli, il merlo, il tordo, il picchio.

Un luogo privilegiato in cui trascorrere una giornata all’insegna della natura incontaminata e delle bellezze del paesaggio.

salerno Durata:
3 Ore
Tipo: parco naturale