Trekking. Il sentiero Francesco Tullio tra Campania e Basilicata

Lungo 20km tra i Comuni di Colliano, Laviano e Pescopagano
di Gennaro Carotenuto - 27 Giugno 2015

Si candida ad essere uno dei percorsi di trekking più suggestivi dell’Italia Meridionale, a confine tra Campania e Basilicata, stiamo parlando del sentiero Francesco Tullio, che l’Ente Riserve Naturali Foce Sele - Tanagro e Monti Eremita - Marzano ha riscoperto e riattivato in collaborazione con il Club Alpino Italiano, e in memoria di un grande naturalista appassionato di montagna: il dottor Francesco Tullio, medico di Pescopagano, in provincia di Potenza.

Il percorso si snoda tra i comuni di Colliano, Laviano e Pescopagano e attraversa una parte del territorio dell’Ente Riserve Naturali Foce Sele Tanagro e Monti  Eremita Marzano, collegando le Regioni Basilicata e Campania.

Lungo 20 km si snoda lungo un ambiente caratterizzato da faggete ultrasecolari, pianori che ricordano i paesaggi alpini, pascoli incontaminati e antichi abbeveratoi, sorgenti purissime. Una parte del territorio che accoglie il lupo e il nibbio, il capriolo e la quaglia. Nel sottobosco, il preziosissimo tartufo nero di Colliano. Per buona parte il sentiero si inerpica oltre i mille metri di quota, traversando una delle zone più belle dell’Appennino meridionale.

La riattivazione del sentiero, è stata proposta dai Raggruppamenti Regionali di Campania e Basilicata del Club Alpino Italiano, ed è stata accolta con entusiasmo dal presidente dell’Ente Riserve Foce Sele Tanagro e Monti Eremita Marzano, l’architetto Maria Gabriella Alfano.

Lungo il cammino ci si imbatte in un acero montano alto più di 18 metri, con una circonferenza di quasi cinque metri e una chioma di 21 metri di diametro. La particolarità emersa da uno studio che l’Ente Riserve ha commissionato dottori in Scienze Forestali Antonio Catone e Giuseppe Cardiello, che hanno fornito la propria consulenza professionale gratuitamente, è che questo meraviglioso esemplare di Acer Pseudoplatanus, proposto per il riconoscimento di pianta monumentale, ha quasi due secoli di vita. L’età calcolata dai due specialisti, che hanno applicato un metodo di misurazione rigorosamente scientifico è di 193 anni, quella misurata di 223, per un’età media di 198 anni. L’età probabile è di 175 anni.

Ecco la descrizione del percorso: Il punto di partenza del sentiero è in frazione Collianello (Colliano – Salerno) precisamente a “piani di campo” mt. 1.254.
Si imbocca il sentiero 206 della carta dei monti eremita – marzano e per tratto pianeggiante si raggiunge il fontanile, mt. 1.315.
Si prosegue per largo Vione, dove, una piccola bretella porta alla località “fontanelle” dove si ammirerà una particolare specie di aceri centenari.
Si rientra a largo Vione e si imbocca il sentiero 210 che svalica il gruppo montuoso e confluisce nella vallata tra Laviano e Castelgrande.
Si perviene alla fontana “Giancarlo”, mt. 874 e, dopo avere imboccato il sentiero 209, in breve salita, si perviene al “casaro”, mt. 1.000 circa, si segue, a destra il sentiero 218 che entra in Basilicata a quota 1.119, “pietra del Carruozzo” e, in discesa, attraverso il 218/A si perviene in Pescopagano, mt. 950.
Tipo di escursione E+ (circa 20 km.)
Dislivello in salita mt. 600 circa ed in discesa mt. 800 circa.

salerno Durata:
8 Ore
Costo: gratuito Per avere maggiori informazioni sul percorso: Ennio Capone 3388715121 Pietro Tullio 3493563097 Annamaria Martorano – presidente CAI Campania - 3389498941 Vincenzo De Palma - Presidente CAI Basilicata - 3204277910 Il sito del Cai Salerno