Le sorgenti del Sammaro

Rocce levigate e acqua cristallina creano uno scenario fiabesco
di Redazione Ecampania.it - 23 Luglio 2017
Le sorgenti del Sammaro

Il Sammaro è un affluente del fiume Calore e nasce da acque sorgive perenni alla falde del Monte Purolo, nel comune di Sacco, per poi confluire prima nel Ripiti, poi nel Fasanella e infine nel Calore salernitano.

Le sue sorgenti sono situate nella parte terminale di una gola impressionante, una grande “spaccatura” nella roccia calcarea lunga circa 1600 metri, sovrastata da un ponte in cemento alto oltre 150 metri. Questo, uno dei ponti ad arcata unica più alti d’Europa, fu ultimato alla fine degli anni ’60 per collegare Sacco e Roscigno, e offre una magnifica vista panoramica sugli Alburni. Si può osservare lungo il percorso a piedi in direzione delle sorgenti, a 2 km dal centro abitato di Sacco. Siamo nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, iscritto nella lista dei beni del Patrimonio Unesco dal 1998. Il sentiero, da fare a piedi perché in cattive condizioni, si addentra nei boschi tra faggi e castagni, rovi, rivoli e, talvolta, greggi di pecore al pascolo. Nelle acque limpide e incontaminate del fiume vive indisturbata la lontra, mammifero a rischio estinzione che qui trova il suo habitat ideale. In 20 minuti si raggiunge il ponticello sul fiume. Immediatamente prima un sentiero attrezzato si dirama sulla destra e risale il corso del Sammaro. In 5 minuti si arriva alla sorgente.

Rocce levigate e acqua cristallina creano uno scenario fiabesco. Il punto più spettacolare delle sorgenti è la grotta di Jacopo, che si incunea tra due pareti di roccia sovrastate da una lussureggiante  vegetazione.

La Grotta di Jacopo è chiamata anche Grotta Grande di Sacco, perché si trova nella gola sottostante lo sperone su cui sorge il borgo medievale, ha favorito in età preistorica un insediamento al suo interno ed è stata abitata da una comunità pastorale tra il XV ed il XIV sec. a.C., in piena età del Bronzo.

Da visitare, a poca distanza, anche il borgo di Sacco vecchia e la “città fantasma” di Roscigno vecchia.

Come raggiungere le sorgenti: autostrada A3 SA-RC, uscita Sala Consilina, proseguire per Teggiano e raggiungere Sacco attraverso la Sella del Corticato. Poco dopo aver lasciato il paese in direzione di Roscigno un cartello indica le sorgenti su una piccola strada asfaltata che scende sulla sinistra. Dopo circa 750 metri in una curva a gomito sulla destra c'è l'inizio della sterrata in discesa, da fare rigorosamente a piedi per raggiungere le sorgenti in circa 20 minuti.

a cura di Erika Chiappinelli

salerno Durata:
2 Ore
Costo: Gratuito Tipo: sorgente