Il sentiero della Primula, il “fossile vivente” del Cilento

Itinerario che coniuga i linguaggi di Palinuro, dalla montagna al mare
di Marco De Rosa - 15 Aprile 2016
Il sentiero della Primula, il “fossile vivente” del Cilento

E’ l'ultimo dei sentieri che coniugano le bellezze di Palinuro, la perla del basso Cilento. Un tracciato di oltre 13 km che si inerpica attraverso i vari segmenti già esistenti per fondersi in un nuovo e variegato percorso, dal grande valore educativo e paesaggistico.

Con il prezioso aiuto dell’associazione culturale “Eso es Palinuro” e del Gruppo Botanico Palinuro Ardea, questo sentiero è stato portato alla luce. Perché la natura, a Palinuro, parla vari linguaggi: si hanno spiagge dunali e sabbiose, spiagge rocciose, falesie, macchia, i boschi di conifere e di querce, i fiumi e, ovviamente, il mare. Una varietà di ambienti sorprendente per una porzione di territorio relativamente piccola.

Il percorso si snoda fra spiaggia, costa collina e centro abitato (Saline, Ficocella, Porto, Punta del Fortino, Torri vicereali, Faro, Fortino Napoleonico, Area Archeologica Tempa della Guardia, Ponte sul Lambro, Collina della Molpa, Arco Naturale) per una lunghezza complessiva di 13,7 km, un dislivello totale di circa 540 metri, con pendenza lieve e fondo misto. Il tempo di percorrenza del sentiero è di circe 6 ore e 30 minuti ed è consigliato indossare abbigliamento adeguato, acqua e batteria fotografica supplementare, per via degli scorci e delle peculiarità di raffinato interesse.

Come ad esempio, ovviamente, la rarissima “Primula palinuri”, pianta endemica che cresce solo sui costoni rocciosi di Capo Palinuro e fiorisce agli inizi di febbraio. Legato al periodo della fioritura, si organizzano una serie di eventi finalizzati tutti alla promozione, alla salvaguardia e alla valorizzazione di questa rarissima pianta. Simbolo indiscusso del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, conosciuta dai naturalisti di tutto il mondo ed inserita negli elenchi internazionali delle specie protette e a rischio di estinzione. E, particolare di non poco conto, ha due milioni e mezzo di anni: quanto basta per farla considerare un “paleo endemismo”, una sorta di fossile vivente.