La Certosa di San Lorenzo a Padula

Un tempio d’arte in un luogo di silenzio
di Giuseppe Scarica - 22 Luglio 2014
La Certosa di San Lorenzo a Padula

Il silenzio, un assordante silenzio, nell’ammirazione delle mura che custodiscono l’arte, i segreti e il fascino di questo luogo, nel cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, a Padula in provincia di Salerno.

L’iscrizione all’ingresso del chiostro grande dice tutto sulla vita certosina di 700 anni addietro “ Qui sicura quiete di qui, o pellegrino, si passa per andare in cielo, rimani qua per sempre. La quiete stessa ti farà perseverare”

La Certosa di San Lorenzo risale al 1306 quando prese il posto di una chiesa benedettina dell’ottavo secolo. Nel 1998 l’Unesco la inserì nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità ed è seconda come grandezza solo a quella di Parma. Voluta da Tommaso di Sanseverino  che la donò ai frati Certosini allo scopo di ottenere le simpatie degli Angioini che avevano uno stretto legame con i monaci dell’ordine certosino valore.

I lavori però non ebbero breve durata, infatti terminarono solo nel 1723 e lo si nota dai diversi stili presenti nell’architettura e nella pittura della struttura. La parte principale della Certosa è in stile Barocco ed occupa una superficie di 51.500 m² sulla quale sono edificate oltre 320 stanze. Il monastero ha il più grande chiostro del mondo ed è contornato da 84 colonne.

Seguendo le regole impartite da San Brunone, sulla costruzione delle certose, con gli ambienti divisi in “domus bassa” dedicata alla vita legata al mondo esterno con i granai, le stalle ed i depositi, non accessibile ai padri certosini, mentre la “domus alta” racchiudeva gli ambienti dedicati alla vita monastica, con gli alloggi dei frati.

L’ingresso è costituito da un portone originariamente del ‘500 arricchito in seguito da statue e ornamenti barocchi ed era varcato solo da pochi eletti. I frati trascorrevano le loro giornate per la maggior parte nelle loro celle( se ne contano 26 in tutta la struttura) in meditazione e preghiera, in spazi ristretti formati solo da due camere, una loggia coperta e un piccolo giardinetto con la fontanina dal quale avevano accesso alla parte in comune della Certosa, il cosiddetto “deserto”. Di fianco ad ogni cella è ben visibile il vano con la ruota per il ritiro del pasto. Le celle si affacciano tutte sul Chiostro Grande, il più grande del mondo, progettato da Cosimo Fanzago, fu realizzato tra il XVII e l’XVIII secolo. Di forma quadrata è costellato di 84 colonne in stile dorico sui quali poggiano le arcate.

Al centro del chiostro fa mostra di sé una stupenda fontana mentre in un angolo è conservato il cimitero nuovo. La passeggiata scoperta la si raggiunge attraverso una stupenda rampa di forma ellittica contornata da grandi finestre che danno sulle colline e sull’abitato di Padula.

La gloria ed i fasti della Certosa durarono fino al 1806 quando Giuseppe Bonaparte dispose la soppressione degli ordini religiosi e trafugò dalla certosa tutto il suo patrimonio enciclopedico e artistico. Soppresso definitivamente nel 1866 il monastero divenne un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Nel 1982 è stato affidato alla Soprintendenza dei Beni Ambientali, Artistici, Architettonici e Storici di Salerno che ne ha curato la rinascita.  Oggi la Certosa ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale, interventi paesaggistici sui giardini delle celle realizzati nell’ambito della manifestazione “Ortus Artis” ed una vastissima collezione d’arte contemporanea con oltre cento opere realizzate durante le mostre “Le Opere e i Giorni” e “Fresco Bosco”. Nella saletta dell’appartamento del Priore è in esposizione la mostra permanente  “La Certosa di Padula nel libro di Thomas Salmon del 1763 e nella cartografia del XVIII secolo”, facilitandone la visione e la consultazione mediante l’installazione espositiva inserita nel normale percorso di visita museale in Certosa.

salerno Durata:
3 Ore
Costo: € 4,00 intero - € 2,00 ridotto
09:00 - 19:00
Tipo: museo, chiesa