Vivo, carico e colorato come Napoli: il mondo secondo Vahm

Venus at her mirror: il progetto della fashion blogger Maria Grazia Ceraso
di Marina Indulgenza - 26 Luglio 2016
Vivo, carico e colorato come Napoli: il mondo secondo Vahm

Mariagrazia Ceraso ha 25 anni e vive a Napoli, è laureata in Beni Culturali ed è una storica dell’arte. La passione per il bello e per i viaggi – si definisce una “viaggiatrice senza limiti” - sono componenti fondamentali della sua vita.  

Non è un caso che proprio durante uno dei suoi soggiorni a Londra, mentre ammirava "Venus at Her mirror", il celebre dipinto di Velazquez che si trova nella National Gallery,  le sia venuta l’ispirazione. Quale? Quella di dare forma a un progetto editoriale tutto suo dove poter parlare di moda, lifestyle, viaggi, tendenze, bellezza e food. Così, prendendo anche spunto dai vari blog già famosi in America, ha dato vita a VAHM – Venus At Her Mirror, un blog che in poco tempo è entrato nella classifica dei 20 più visitati in Italia e che, recentemente, è valso per Mariagrazia un intervento sulla Street Art andato in onda su Rai Uno nel corso della trasmissione Top – Tutto quanto fa tendenza. 

Da fedele e attenta lettrice di VAHM, qualche settimana fa ho pensato di contattarla per raccontarvi di lei, soprattutto ai pochi che ancora non hanno avuto il piacere di conoscerla via web. Devo ammettere che, nonostante per la nostra fashion blogger questo sia un periodo denso di impegni e di appuntamenti, Mariagrazia ha dimostrato una grande disponibilità e professionalità nel concedermi questa intervista.

Che ne dici di partire dal tuo primo "ricordo fashion"?
Non è il primo ricordo, ma di sicuro è quello che mi ha segnato tanto. Si tratta della mia prima fashion week milanese. Vedere dal vivo le sfilate, partecipare ai backstage, scoprire un'Italia fatta di industria, passione e pratica, mi ha reso ancora più curiosa e appassionata a questo settore, che genera tanto indotto e tanto lavoro, nonostante sia visto come un mondo frivolo e superficiale.

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La moda è una passione che hai da sempre o si è sviluppata nel tempo?
E' una passione che ho da sempre. Credo sia stata mia madre ad avermi trasmesso il senso del gusto, sempre attenta ai dettagli. Soprattutto l'amore per i colori e la sperimentazione, sempre presente in ogni mio look.

Qual è stata la tua reazione quando hai scoperto che VAHM era seguito da molte persone?
In realtà non è stata una scoperta perché è cresciuto pian piano, quindi ho notato la sua affermazione mese dopo mese. Ciò che mi ha sorpreso è stato invece quanto le persone e le aziende abbiano apprezzato quello che facevo. Il supporto di chi ti guarda dall'esterno e qualcosa lo percepisce della tua persona è un grande aiuto per proseguire sulla propria strada, anche se questa può essere impervia.

E poi cos’è successo?
Con VAHM sono cresciuta professionalmente e personalmente, ho avuto modo di essere la maestra di me stessa (sono completamente autodidatta e autonoma sul mio lavoro, in pratica, faccio tutto da sola), ho capito cosa vuol dire inseguire un sogno quando ce lo hai nelle vene e ho avviato importanti collaborazioni con marchi internazionali come Asos, Zalando, L'Oréal, New Look, TopShop, Dessange, Sephora, Bulgari, Asus, Ebay, Michael Kors, Stradivarius, Suzuki, Cosmoprof e tante altre. Ultimamente sono diventata reporter per Glamour e scrivo come giornalista per un importante magazine cartaceo il cui nome è #3DMagazine.

Hai dei modelli di riferimento da cui trai ispirazione per i tuoi outfit?
In generale mi piace prendere ispirazione da chi ha passione per questo settore. Sono un'attenta osservatrice, una curiosa senza limiti, esploro e guardo, sono sempre con gli occhi famelici di novità e guardarmi intorno è la mia prima fonte di ispirazione. Amo molto gli editoriali, lo street-style e l'arte (non dimentico la mia formazione da storica dell'arte, che sicuramente ha contribuito al mio senso dell'estetica).

Anna Piaggi o Iris Apfel?
Iris, tutta la vita. Perché è una donna carica, di colori e di emozioni, ciò che credo debba suscitare un look giusto.

Per molti "addetti ai lavori" la bellezza risiede tutta in una taglia 40/42. Qual è la tua opinione a riguardo?
Non posso essere ipocrita. Sono cultrice di un fisico asciutto, ma è gusto mio personale. Sono attenta alla mia alimentazione (con molto sacrifico perché mi piace mangiare davvero tanto), faccio sport e cerco di non eccedere, anche perché molti capi credo stiano meglio su un corpo in forma. Questo non influisce sul fatto che pensi che una donna in carne o più formosa sia ugualmente bellissima e sensuale. Tuttavia, la moda è marketing e industria e se un capo d'abbigliamento veste meglio su un corpo esile, è oggettivamente incontrovertibile. Senza mai sfociare nell'anoressia, è lapalissiano. Gli eccessi, nell'uno e nell'altro caso, sono sempre condannabili.

In che modo Napoli (o il tuo essere napoletana) influenza le tue scelte stilistiche e quali i sono i luoghi della città a cui sei più legata? 
Nell'audacia. Napoli e i suoi luoghi sono vivi, carichi, colorati. E' una città che con la sua bellezza e forza non ha mai temuto nulla, mai avuto paura. Questo è ciò che mi influenza molto. Sono legata al centro storico ma anche molto al lungomare, dove spesso mi rifugio.

Ci puoi indicare tre (o più) "creativi" napoletani/campani che segui in questo momento e perché
Roberto de Rosa, perché amo il suo stile.
Tommy Napolitano, perché le sue foto sono di un altro pianeta.
Martina Palma, per le ispirazioni sui set da food.

Nel tuo blog spesso mixi capi low cost a quelli un po' più "expensive", ci puoi dare delle indicazioni per un look di tendenza senza spendere un patrimonio?
A parte i capi o gli accessori che per lavoro mi vengono inviati a casa, solitamente i miei acquisti avvengono tutti online quindi ho modo di avere una vetrina più ampia e di fare un confronto prezzi più approfondito. I miei siti di riferimento e con i quali collaboro spesso sono Asos, New Look, Zaful, TopShop.

Tre (o più) indirizzi a Napoli (o in Campania) dove una vera fashionista non può non andare.
Per essere sempre perfette, Gamax in Viale Kennedy a Fuorigrotta, dalla splendida Dominique e il suo staff. Qui mi concedo qualche coccola e quale vizietto, come le unghie sempre curate e le extension alle ciglia che fanno tanto cat woman!
Per il divertimento il Nabilah, splendida struttura sulla spiaggia romana di Bacoli, che organizza un aperitivo super chic tutte le domeniche d'estate.
Per l'abbigliamento ricercato, Lucy May Boudoir in via Mezzocannone.

Coco Chanel diceva "less is more": sei d'accordo con questa affermazione o, contestualizzandola ai giorni nostri, la trovi un po' datata?
Trovo che la moda sia in continua mutazione e che vada sempre affiancata al proprio gusto personale. Personalmente, sono una di quelle per cui è sempre meglio abbondare. Il mio motto è "meglio essere overdressed che non essere all'altezza", ma mi rendo conto che spesso qualcosa deve essere eliminato. Il giusto equilibrio lo si trova nel momento in cui ci si guarda allo specchio: se un accessorio è davvero too much, meglio toglierlo.

Come (purtroppo) sai bene anche tu, i ritmi frenetici della vita ci impongono di trascorrere molto tempo fuori casa, per cui spesso si esce dal lavoro per raggiungere amici o fidanzati/mariti per un aperitivo, una cena, uno spettacolo teatrale o un vernissage. Come possiamo modificare in pochissime mosse un outfit da ufficio con uno più adatto a queste situazioni di convivialità?
Basta fare attenzione agli accessori. Un esempio? Indossare pantaloni a palazzo con una camicetta in ufficio, sandali bassi e tracolla. Per la sera? Vi basterà sostituire la camicetta con un crop top infilato già in borsa, togliere i sandali bassi e mettere dei sandali alti minimali. Infine, la tracolla si trasformerà in pochette infilando il manico all'interno. Per un effetto "a scomparsa" super comfy!

Oltre al sorriso, quali sono gli accessori must have dell'estate 2016?
Sandali alla schiava con pon pon, borsa da mare con frange, kimono da spiaggia da sfoggiare all'aperitivo, cappello maxi in paglia, top o abito off shoulder e costume intero anni '50, che sia bianco o nero.

Progetti futuri e sogni nel cassetto:  hai mai pensato al lancio di una tua linea di abiti e/o accessori? 
Ci ho pensato. Ci penso. Non vi dico niente.

a cura di Marina Indulgenza