Scavi di Pompei. La nuova vita della Schola Armatorarum

Lo scavo ha riportato alla luce anfore e strumenti che mettono in discussione la storia dell’edificio
di Giuseppe Scarica - 06 Dicembre 2017
Scavi di Pompei. La nuova vita della Schola Armatorarum

Uno scavo sorprendente, come tutto quello che è legato a Pompei e alla sua storia è quello che sta riportando alla luce le nuove scoperte della Schola Armatorarum.

L’edificio, ormai definito vero e proprio simbolo della rinascita degli scavi, crollò fragorosamente e non solo in senso tecnico sette anni fa. I lavori di restauro, sono stati approfonditi con uno scavo, per indagare a fondo nella storia di quella che un tempo era considerata una sorta di scuola per gladiatori.

Gli scavi hanno riportato alla luce anfore, addirittura di provenienza maltese, rinvenute intatte, dovevano contenere olio, vino e salse di pesce: una di esse presenta iscrizioni dipinte in cui si leggono numeri a indicare i quantitativi, e, verosimilmente, il prodotto contenuto. L'uso come deposito dell'ambiente è confermato dai graffiti visibili su una delle pareti dell'ambiente, che ribadiscono l'attività di stoccaggio.

L’edificio sarà aperto al pubblico dal 2018, al termine dei lavori di restauro e messa in sicurezza dell’intera area e le anfore saranno ricollocate in loco portando avanti l’idea di museo diffuso, molto cara al soprintendente Massimo Osanna.

Raggiante per le nuove scoperte il Soprintendente Massimo Osanna: “Pompei  ha iniziato una nuova stagione. Lo scavo ha riportato alla luce una nuova storia legata alle anfore ritrovate che ci fanno pensare ad un locale diverso da quello che ci siamo sempre immaginati”.

Una storia tutta da riscrivere grazie anche alle stratificazioni dei lapilli, portate alla luce dallo scavo, che raccontano non solo le eruzioni ma anche le epoche, con salti nel tempo che raccontano di scavi antecedenti a quelli portati avanti da Maiuri.

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