Scavi di Ercolano. Dopo il record aprono quattro domus

Il 2018 si apre con la restituzione di nuovi spazi al pubblico del Parco Archeologico
di Giuseppe Scarica - 16 Gennaio 2018

Un inizio dell'anno pieno di grandi novità per gli Scavi di Ercolano dove, a partire da lunedì 15 gennaio 2018, sono state riaperte quattro domus grazie all'impiego di sei nuovi addetti all'assistenza al pubblico e alla sorveglianza, assunti in seguito all'accordo tra il Parco Archeologico di Ercolano e la ALES (società in house del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) che fornirà anche due unità di supporto per gli uffici amministrativi del Parco. 

La Casa del Bel Cortile, un'abitazione che si distingue dalle altre dell'antica città per la presenza di un cortile pavimentato con un mosaico bianco e crocette nere uncinate, dal quale si accedeva al piano superiore grazie ad una scala e un ballatoio in muratura.

La Casa dei Due Atri, la cui facciata conserva un arco cieco al di sopra del portale e, all'interno, una testa di Gorgone contro il malocchio. 

La Casa dell'Erma di Bronzo, così detta perché nell'atrio della casa, a impluvio centrale e pareti affrescate in terzo stile, è stata ritrovata un'erma in bronzo, raffigurante il proprietario dell'abitazione, di cui è esposta una copia.

La Casa dei Cervi, una delle dimore più ampie dell'antica città che si sviluppava sia al piano terra, riservato ai proprietari, che in un secondo livello, destinato alla servitù. E' caratterizzata da un ampio porticato coperto su cui si aprono ambienti lussuosi, in parte affacciati sul mare. Tra gli arredi marmorei del giardino sono presenti due statue di cervi assaliti da un branco di cani, che danno il nome alla casa.

“Oggi parte  un nuovo capitolo del Parco Archeologico di Ercolano,- dichiara il Direttore Francesco Sirano - l’apertura di quattro domus con personale Ales significa restituire una parte di Patrimonio al pubblico.  Ma questa fase rappresenta per noi anche l’avvio di un periodo di monitoraggio dell’impatto su tali domus della frequentazione da parte del pubblico. Per tutelare gli edifici osserveremo costantemente che effetto avrà l’apertura al pubblico su ambienti, strutture murarie, pavimenti e dipinti per proporre eventuali alternanze e rotazioni di aperture, ma anche per programmare tutti gli interventi di manutenzione e restauro del caso, alcuni dei quali già in svolgimento”.

 

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