Pompei: nuovo scavo restituisce le Terme Repubblicane

Progetto Università Berlino, Oxford University e Soprintendente
di Gennaro Carotenuto - 01 Ottobre 2015
Pompei: nuovo scavo restituisce le Terme Repubblicane

Gli Scavi di Pompei non smettono mai di stupire. L’area archeologica alle falde del Vesuvio restituisce un’altra straordinaria testimonianza della città che fu. Un nuovo scavo, infatti, restituisce le Terme Repubblicane, il quinto dei complessi termali identificati all'interno del sito archeologico e presumibilmente il più antico.

Uno scavo reso possibile grazie alle nuove tecniche di fotogrammetria e laserscan che hanno accompagnato ancora l’attività tradizionale di scavo.

Dopo la Tac sui calchi dei giorni scorsi, gli scavi e le scoperte nella Necropoli a porta di Nola, dalla Soprintendenza arrivano notizie di nuove sensazionali scoperte. Grazie al progetto dell'Università di Berlino diretto dalla professoressa Monika Trümper, in collaborazione con la Oxford University, e voluto dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia si è avviato ora lo studio, articolato in due fasi. La prima, condotta nel mese di marzo, con la pulizia generale dell'area e il rilievo architettonico, che ha riportato alla luce la struttura delle terme scavate da Maiuri. La seconda, una campagna di scavo conclusasi in questi giorni e durata 3 settimane, con l'obiettivo di ricostruire l'evoluzione nel tempo dell'architettura e della tecnologia usata per gli spazi termali.

Nel I secolo dopo Cristo, quindi nel periodo dell'eruzione del Vulcano che seppellì la cittadina, l'edificio che accoglieva queste antiche terme era andato in disuso ed era stato inglobato nelle residenze private confinanti, come la Casa della Calce e la Casa delle Pareti rosse. Nel 1950, l'archeologo Amedeo Maiuri ne documentò la planimetria, ma poi nessun altro si era più occupato di questo scavo, al punto che terreno e vegetazione lo avevano interamente ricoperto.

Le Terme Repubblicane difatti, essendo tra le più antiche documentate a Pompei, si caratterizzano come momento di sperimentazione che confluisce nella soluzione ottimale delle Terme Stabiane, poco distanti e immediatamente successive, che rappresentano un modello perfetto di complesso termale con la tradizionale suddivisione e impostazione tecnologica poi in uso presso tutti gli edifici del genere.

Conferma della più antica origine di queste terme, spiegano dalla Soprintendenza all’Ansa, potrebbe proprio essere la presenza di intercapedini areate poste al disotto del pavimento per creare la camera per il passaggio dell'aria calda per il riscaldamento degli ambienti termali, realizzate da una serie di canali paralleli, in luogo del tradizionale sistema delle colonnine di mattoni poi comunemente adottato in tutte le terme romane. 

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